Facebook macina utili
nonostante polemiche e multe

Redazione Web
Facebook macina utili nonostante polemiche e multe

Facebook passa indifferente come una salamandra in mezzo al fuoco delle polemiche sulle sue sistematiche violazioni della privacy e nel primo trimestre del 2019 incrementa i suoi utili e il suo valore di Borsa. Ma anche i suoi costi, dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2018. L'azienda sta investendo di più proprio  per alleviare le preoccupazioni sulla privacy e le fughe di dati. Ma questo non allontana le persone da Facebook, Instagram o WhatsApp: gli utenti attivi mensili nell'ultimo trimestre sono aumentati dell'8% rispetto all'anno scorso. E ciò ha aiutato il Gruppo a raccogliere ancora più soldi dagli inserzionisti che cercano di raggiungere gli utenti - in particolare la Generazione Z - attraverso le loro linee temporali e le Storie. Instagram si è dimostrato una vacca da soldi particolarmente lucrativa. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Secondo il Wall Street Journal, metà delle aziende americane assomigliano a Facebook per il fatto che il loro amministratore delegato e presidente sono la stessa persona, ma se questa formula può semplificare il processo decisionale non tranquillizza sulla trasparenza gestionale. Se Facebook continuasse a collezionare multe da record per l'inadeguata protezione dei dati (ha dovuto accantonare 3 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre perché è quasi certo che dovrà pagarli), gli investitori scontenti potrebbero reagire male. Infatti, un gruppo di azionisti sta attualmente spingendo per ridurre l'influenza del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg sulla società - e per rimuoverlo come presidente, tipo quel che è accaduto a Elon Musk a Tesla.

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