Carriere, la bellezza frena
le donne, non le aiuta

Redazione Web
Carriere, la bellezza frena le donne, non le aiuta

Si pensa, generalmente, che la bellezza aiuti le donne a far carriera, in una società diffusamente maschilista com’è quella dei paesi occidentali. Ma non è così: o meglio, la bellezza e l’uso strumentale di essa potrà agevolare l’accesso nel mondo del lavoro a chi accetterà di sottostare a scambi sessuali, ma tutte le altre donne che non “ci staranno”? Secondo uno studio della Washington State University “le donne d’affari più attraenti sono considerate meno affidabili, meno sincere e più meritevoli di essere licenziate rispetto ad altre donne». I ricercatori dell’ateneo lo hanno soprannominato «effetto femme fatale». «Le donne altamente attraenti possono essere percepite come pericolose» ha detto la coordinatrice della ricerca Leah Sheppard. «Questo conta quando dobbiamo valutare se ci fidiamo di loro e se crediamo che quello che stanno dicendo è vero». A penalizzare le donne belle sul lavoro non sarebbe dunque il fatto che vengono sottovalutate (secondo lo stereotipo della «bionda sciocca» tanto caro agli americani, quella che “dice sempre sì”, come la Kim Basinger del film ritratta nella foto sopra) quanto i pregiudizi che «derivano da sentimenti più primari di insicurezza sessuale, gelosia e paura». La ricerca non parla se il problema si pone anche per gli uomini: nel ’94 il film “Rivelazioni”, con Demi Moore e Michael Douglas raccontò il caso inverso, quando è il capo femmina a ricattare sessualmente il collaboratore maschio. Ma diciamolo: è l’eccezione che conferma la regola...

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