Vivendi migliora, e tenta
(fallendo) la pace in Italia

Redazione Web
Vivendi migliora, e tenta (fallendo) la pace in Italia

Il gigante francese dei media Vivendi ha avuto un buon primo trimestre. Le sue vendite, escludendo l'impatto delle fluttuazioni valutarie e delle recenti acquisizioni, sono aumentate del 6% rispetto all'anno scorso - e la sua filiale Universal Music Group (Umg), la più grande casa discografica del mondo, è andata bene. Le vendite sono aumentate del 19% grazie alla crescita dei ricavi dei servizi di streaming musicale come Spotify - e i mega-hit di artisti di Umg come Ariana Grande hanno raggiunto la vetta delle classifiche americane per 12 delle 13 settimane del trimestre (tweet this). L'aumento del volume di musica di Vivendi ha compensato il calo dei ricavi del business cinematografico e televisivo di Canal Plus, che ha perso abbonati. Nonostante (o forse a causa del suo successo) fino al 50% di Umg sarà presto in vendita. Ciò potrebbe portare al suo proprietario ben 42 miliardi di dollari, che Vivendi (che attualmente vale solo 38 miliardi di dollari complessivi) dice che spenderà per il riacquisto di azioni e l'acquisizione di altre attività. Avendo acquisito i diritti per la futura musica di Taylor Swift a novembre, la prima mercanzia della lista della spesa di Vivendi potrebbe essere il suo catalogo. Sul fronte italiano, intanto, Vivendi tenta la pace, sia in Tim – dove i suoi uomini sembrano voler ammorbidire il no alla fusione con Open Fiber, sia in Mediaset, dove vorrebbero far pace con Fininvest: ma sono entrambi fronti su cui per loro non c’è ancora alle viste alcuna schiarita. Troppe ne hanno combinate per pretenderlo.

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