Novità della legge fallimentare: esdebitazione

Incontro a Milano alla luce del nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Redazione Web
tribunale

Su iniziativa dell’ACM – Associazione Concorsualisti Milano, si tiene martedì 16 aprile, dalle ore 18.00, presso l’Associazione Italiana Dottori Commercialisti, Via Fontana 1 l’incontro sul tema “L’esdebitazione: prospettive della riforma e aspetti fiscali nel fallimento”. Intervengono Francesco Pipicelli – Magistrato della Sezione Fallimentare di Milano e Adele Antonia Vasilotta – Tesoriere ACM, Curatore al Tribunale di Milano, coordinati da Carmela Matranga, avvocato in Milano, curatore ACM al Tribunale di Milano.

L’istituto dell’esdebitazione, già previsto dal R.D. 16 marzo 1942, n. 267, è stato oggi trasposto, con alcune modifiche sostanziali, anche di particolare rilievo, all’interno del c.d. “Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che ha novellato e sostituito la normativa previgente. In particolare, l’art. 142 della Legge Fallimentare prevedeva che “il fallito persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti”, elencando di seguito una nutrita serie di condizioni, eccezioni e limitazioni alla regola citata.

Oggi, alla luce della novella apportata con il C.C.I.I., l’art 278 delinea, con nuovi e più ampi contorni, l’oggetto e l’ambito di applicazione dell’esdebitazione, che “consiste nella liberazione dai debiti e comporta la inesigibilità dal debitore dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito di una procedura concorsuale che prevede la liquidazione dei beni” (art. 278, comma I, C.C.I.I.).

“Importanti novità e una rinnovata ottica che vuole far assurgere a principio generale una visione della crisi d’impresa non già quale evento “patologico”, bensì per lo più “fisiologico” dell’attività d’impresa. Nell’art. 281 del nuovo codice risiede uno dei cambiamenti forse più radicali della riforma in commento, poiché viene così ad attuarsi una sorta di “automatismo” dell’inesigibilità dei debiti non soddisfatti in seno alla procedura, senza più necessità di apposita istanza del debitore” sottolinea Adele Antonia Vasilotta.

“L’incontro, in attesa di vagliare i risvolti applicativi sottesi alla nuova disciplina dell’esdebitazione, è volto a illustrare e commentare i nuovi artt. 278, 279, 280, 281, 282 e 283 C.C.I.I., evidenziandone le prospettive future e gli aspetti fiscali nelle procedure” sottolinea Carmela Matranga.

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