Il Pentagono: intelligenza artificiale,
Google aiuta l’esercito cinese

Redazione Web
Il Pentagono: intelligenza artificiale, Google aiuta l’esercito cinese

Fei-Fei Li, vicepresidente di Google e capo scienziato sull’intelligenza artificiale

Lo scontro tra Stati Uniti e Cina per la supremazia nel campo dell’intelligenza artificiale, sempre più cruciale non solo da un punto di vista economico, ma anche militare, ha provocato una dura presa di posizione del Pentagono nei confronti di Google. Joseph Dunford, capo dello stato maggiore congiunto delle forze armate statunitensi, l'ufficiale che presiede il Comitato dei capi di stato maggiore delle quattro forze armate principali statunitensi (esercito, marina, aviazione e Marines), ha affermato infatti che il lavoro di ricerca sull’intelligenza artificiale svolto da Google a Pechino «beneficia indirettamente l'esercito cinese». «Non si tratta di me e di Google, ma degli effetti di secondo e terzo ordine delle nostre iniziative imprenditoriali in Cina, della forma di governo cinese e dell'impatto che avranno sulla capacità degli Stati Uniti di mantenere un vantaggio militare competitivo» ha detto Dunford a un evento organizzato dal think tank Atlantic Council. Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, è stato convocato dal generale a Washington. Lo stesso Trump il 16 marzo ha twittato: «Google sta aiutando la Cina e le sue forze armate, ma non gli Stati Uniti. Terribile». Google ha risposto: «non lavoriamo con i militari cinesi». Il gigante di Mountain View ha ritirato il suo motore di ricerca e la maggior parte dei suoi altri servizi dalla Cina nel 2010 a causa di preoccupazioni sulla censura, ma ha aperto il laboratorio sull’intelligenza artificiale a Pechino alla fine del 2017. L'obiettivo principale del laboratorio di intelligenza artificiale di Google in Cina è supportare Tensorflow, una libreria di codifica open source che consente agli ingegneri e alle aziende di eseguire più facilmente programmi AI che automatizzano attività o gestiscono grandi quantità di dati. Per Google, lo strumento è un modo fondamentale per ottenere la fedeltà degli sviluppatori di software, che potrebbero finire in un secondo momento per pagare a Google i servizi cloud. Fei-Fei Li, vicepresidente di Google e capo scienziato sull’intelligenza artificiale, ha scritto in un post sul blog del 2017 che annunciava il centro: «L’intelligenza artificiale e i suoi benefici non hanno confini. Vogliamo lavorare con i migliori talenti dell'IA, ovunque siano». I tecnici dell'IA sono particolarmente rari e costosi e molti di loro sono in Cina. Li, scienziata informatica di origine cinese, ha citato una statistica secondo la quale quasi la metà della ricerca in riviste scientifiche sull'intelligenza artificiale proviene da autori cinesi.

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