L’acqua diventerà oro (ci siamo quasi)

Giorgio Patierno
L’acqua diventerà oro (ci siamo quasi)

In Marocco, a Marrakech, quasi 22 anni fa sotto il patronato del Re Hassan II, si svolse il First World Water Council che alla sua conclusione  invitava  i governi, le organizzazioni internazionali, le ONG e i popoli del mondo a lavorare insieme per avviare una "rivoluzione blu" al fine di garantire le necessarie risorse idriche per tutti. In particolare il Forum raccomandava azioni per riconoscere i bisogni umani fondamentali : avere accesso all'acqua pulita e ai servizi igienico- sanitari ; istituire un meccanismo efficace per la gestione delle acque condivise ; sostenere e preservare gli ecosistemi; incoraggiare l'uso efficiente dell'acqua e affrontare questioni relative al suo utilizzo ; favorire  la collaborazione tra i membri della società civile e i governi.

Circa il 70% della superficie terrestre è coperta da acqua, di cui, peró, il 97% è acqua salata, inadatta all'utilizzo umano diretto. Non si può bere, non è adatta all'irrigazione e neppure all’uso industriale. Del rimanente 3% delle risorse idriche mondiali , soltanto l'1 % è  reperibile  dall'uomo. Ormai da molti  anni passo l'inverno in California : evito il clima rigido di Torino e l'inquinamento da PM 10 , e al mio arrivo , anno dopo anno, sempre più  mi rendo conto che questo Stato,  il più ricco degli Stati Uniti, soffre di penuria d'acqua. Uno sguardo al passato ed eccoci al Golden Rush , da cui tutto qui ha avuto inizio.

La corsa all’oro della California ha rappresentato e generato la piú grande migrazione di massa nella storia americana. Fu James W. Marshall, un carpentiere, a scoprire l’oro nel gennaio 1848 e nonostante tutte le cautele ed accortezze nel non diffondere la notizia, nell’agosto dello stesso anno il New York Herald rivelò la scoperta. Dal 1848 fino al 1850 furono in 300.000 a muoversi attirati dal facile guadagno non soltanto dagli altri Stati Americani ma anche molti dall’Europa. Da terra " vergine" quale era (esistevano solo missioni e ranches lungo la costa) i continui flussi migratori attratti dal luccichio dell'oro hanno fatto   della California ,nel 1850, il 31^ Stato dell'Unione.

I Quarantanove ( l'ondata  maggiore di immigrazione fu quella del 1849 ecco la ragione per cui vennero chiamati Forty-niners)  hanno presto cambiato la natura incontaminata del nuovo Stato costruendo centinaia di chilometri di fossati e canali per deviare l’acqua ed estrarre l’oro.

In breve tempo ne estrassero più di 80 tonnellate , ma l'oro cominciò  a scarseggiare e cosí molti cercatori passarono all'agricoltura usando le falde acquifere per l'irrigazione. La prima indagine sulle risorse idriche della California iniziò nel 1873, quando il Presidente Ulysses S. Grant commissionò un'indagine al Corpo degli ingegneri dell'esercito statunitense che, completato un primo rapporto, raccomandò di sviluppare un sistema di spartiacque per non compromettere la piena espansione di centri metropolitani come San Francisco e Los Angeles.

Già nei primi decenni del Novecento studiosi lungimiranti  presagirono il sorgere di un grave problema idrico ed elaborarono proposte per trasportare l'acqua dal fiume Sacramento alla valle di San Joaquin per poi convogliarla sulle montagne di Tehachapi , nel sud della California. Per attuare l'ambizioso piano fu approvato nel 1933 il Central Valley Act che autorizzò il progetto cui seguì , nel corso di una votazione speciale  del 19 dicembre 1933, un nuovo atto che prevedeva lo stanziamento  di 170 milioni di dollari.

Ma la difficoltà di reperire i fondi necessari al finanziamento del progetto ( Central Valley Project),  causa gli effetti della Grande Depressione del '29 , ritardò l'inizio dei lavori , che iniziarono solo nel 1935 non senza problemi  per la forte opposizione dei residenti del nord della California, per nulla disposti a condividere le proprie risorse idriche  con i farmers  della Central Valley e della Bay Area che ne avevano grande necessitá per le loro coltivazioni.

Dopo la seconda guerra mondiale la California ha vissuto una seconda grande  corsa all'oro. La gente affluiva numerosa attratta dal suo clima e dalle molte possibilità di trovare facilmente lavoro. Le imprese e gli investimenti immobiliari si sono moltiplicati rapidamente soprattutto nelle grandi aree metropolitane come San Francisco e Los Angeles. Anche San Diego da centro di pesca che era ebbe un rapido sviluppo per via della piú importante  base navale del Pacifico che il Congresso decise di costruire nel secondo decennio del Novecento.

L'aumento della popolazione e del commercio ha evidenziato che le risorse idriche, nel futuro, non sarebbero state sufficienti a soddisfare i bisogni delle  comunità anche perché I bacini delle falde acquifere si stavano rapidamente esaurendo e le aree coltivate erano sempre piú vaste. Nel 1945, una Divisione delegata a svolgere una indagine mirata a quantificare le risorse idriche statali , portò alla pubblicazione, tra il 1951 ed il 1957, di tre importanti studi e progettazioni: "Risorse idriche della California", "Utilizzo dell'acqua e requisiti della California"ed il "The California Water Plan". Il fine era di suggerire ed ordinare  un pieno sviluppo pratico delle risorse idriche della California, fondendo  progetti privati locali con un grandioso progetto statale.

Il progetto, molto articolato e costoso, comprendeva  dighe, bacini idrici, centrali elettriche conduttura e acquedotti fu subito messo in discussione sia per gli alti costi che per la fattibilitá di alcune strutture. A questo si aggiunsero le rinnovate proteste  dei nordisti , che rivendicavano la proprietà della " loro " acqua e ribadivano il rifiuto di farla convogliare verso sud (nonostante la garanzia di protezione dei loro bisogni idrici futuri contenuta nello Statuto originario della Contea del 1931). Dopo molti compromessi e negoziati finalmente nel 1960 il progetto fu approvato e subito iniziò la costruzione di quello che ora rappresenta il più grande sistema di sviluppo e distribuzione dell'acqua e della nazione.

La California - oltre ad essere il piú ricco e lo Stato più popoloso d’America con oltre 38 milioni di abitanti - comprende la Central Valley, uno dei principali fornitori di cibo del mondo; se fosse indipendente il Golden State sarebbe il quinto paese del mondo per valore assoluto del PIL. Però il problema dell'acqua resta una priorità  e ancora oggi sono in atto numerosi studi per trovare sempre maggiori risorse idriche ed elaborare nuove strategie  di approvvigionamento ed erogazione sia per le famiglie che per le industrie stabilendo fasce  orarie per usi specifici e aumentando di continuo i prezzi di fornitura.

Chiamati ad una scelta immediata tra una bottiglia d'acqua ed un diamante, sarebbero veramente in pochi ad optare per l’acqua. Ma se l'acqua fosse " a termine"? "Il paradosso dell'acqua-diamante", o "Il paradosso del valore", enunciato per la prima volta dal fondatore dell'economia moderna, Adam Smith, nel 1700 (e presentato molto più di recente sul programma statunitense Public Radio Planet Money), è dovuto alla diffusa percezione che l'acqua sia una risorsa illimitata di scarso valore.

Senza voler fare del catastrofismo  non si può tacere che alcuni studi condotti sull'argomento hanno dichiarato che una gran parte delle risorse idriche mondiali sono oggi quasi potenzialmente esaurite . Una analisi MSCI( Modern Index Strategy Index)del 2017 delle aziende alimentari ha rilevato che 459 miliardi di dollari di entrate potrebbero essere a rischio a causa della mancanza di acqua per l’irrigazione. Nel 2016, più di 600 società  globali intervistate hanno ipotizzato un rischio idrico entro i successivi  sei anni. Nell’area di San Diego  c’é il più grande impianto di desalinizzazione dell'acqua di mare di tutti gli Stati Uniti.

Adiacente ad una laguna nel nord della contea di San Diego, il Claude Lewis Carlsbad Desalination Plant ha celebrato il terzo anniversario delle operazioni commerciali nel dicembre 2018. L'impianto, attraverso una pionieristica partnership pubblico-privato tra San Diego County Water Authority e Poseidon Water, produce quasi 200 milioni di litri al giorno che rappresenta il 10 percento della domanda d'acqua regionale. Questa partnership è stata realizzata con un obiettivo condiviso attraverso negoziati aperti e trasparenti ed  ha anche evidenziato come una combinazione di risorse pubbliche e private per finanziare progetti di grandi dimensioni possa produrre vantaggi significativi e risparmi sui costi.

Un esempio per tutti: Ceres è un'organizzazione non profit che comprende 163 investitori istituzionali, che gestiscono collettivamente oltre 25,4 trilioni di dollari e che collabora con gli investitori e le aziende più influenti per creare leadership e guidare soluzioni appropriate in tutta l'economia. Attraverso potenti reti ed attivitá di patrocinio,  Ceres affronta le maggiori sfide di sostenibilità del mondo, tra cui il cambiamento climatico, la scarsità di risorse idriche e l'inquinamento. 

Investire oggi in societá che operano in metodi di filtraggio, di purificazione, di irrigazione avanzata se non proprio in water utility,  a medio e lungo termine potrebbe riconoscere un margine di guadagno molto interessante  e giá adesso, ad esempio,oltre alla Poseidon Water, citata in precedenza, i grafici a 5 anni dell’American States Water Co. , della California Water Service Group, della Water Corporation ed altre similari quotate sul NYSE ne danno una chiara dimostrazione. Non é tutto oro quel che luccica.

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