Brexit no-deal, le contromisure di Palazzo Chigi

Redazione Web
Brexit no-deal, le contromisure di Palazzo Chigi

"Qualsiasi azione del settore pubblico non potrà porre rimedio" a eventuali ritardi che i soggetti interessati "avrebbero potuto eliminare con preparativi e azioni tempestive" si legge nel testo elaborato da una task force che nelle scorse settimane si è coordinata anche con gli esperti della Commissione europea, per tracciare le possibili conseguenze di uno scenario di ''no deal'' e le eventuali contromisure. Per i servizi finanziari il governo italiano ha predisposto misure legislative "che garantiscono l''operatività italiana di intermediari e imprese d'investimento". Anche l'Agenzia delle dogane ha programmato "interventi di preparazione e di emergenza per affrontare le maggiori criticità". Per altri settori, dalla tutela della proprietà intellettuale ai trasporti, ci si affida invece soprattutto alle misure di emergenza già elaborate a livello Ue. Mentre per comparti come l'import alimentare un ''no deal'' significherebbe sostanzialmente - da un giorno all'altro - avere a che fare con un Paese terzo, con tutti gli obblighi di etichettatura, marchiatura, composizione.

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