Google e Sony frenano,
che sia sazietà da troppo digitale?

Redazione Web
Google e Sony frenano, che sia sazietà da troppo digitale?

Alphabet - il genitore di Google - ha annunciato questa settimana profitti migliori migliore del previsto per il quarto trimestre del 20178. Eppure le sue azioni sono scese in Borsa. Storia analoga per un altro colosso della tecnologia: la Sony. Le sue azioni sono scese addirittura dell’8% perché l’ultima trimestrale aveva risultati inferiori alle attese.

C’è un nesso tra queste due impreviste situazioni?

Esaminiamole meglio.

Cominciamo da Google, che fa la parte del leone delle vendite di Alphabet con il suo business pubblicitario. La sua continua crescita ha aiutato i ricavi a battere le aspettative. Ma gli investitori hanno anche notato i costi di Alphabet: le royalties che il colosso deve pagare a qualsiasi terza parte che contribuisce a far funzionare i suoi servizi (ad esempio, il browser Safari di Apple). Oltre a ciò, Alphabet ha rivelato una maggiore "spesa in conto capitale" per i data center e le macchine per competere meglio con aziende come Amazon nel settore del cloud computing. Anche se l'utile per azione di Alphabet è stato superiore al previsto, anche i costi dell'azienda sono stati troppo elevati. La verità è che per i mercati la tecnologia è caduta in disgrazia. L'analisi di State Street Global Advisors ha mostrato che gli investitori si sono allontanati dalle aziende che a gennaio avrebbero dovuto generare una più elevata crescita degli utili, come appunto le aziende tecnologiche. Invece, hanno acquistato azioni di società "difensive" come i servizi pubblici e le telecomunicazioni, probabilmente attratti dalla loro stabilità a lungo termine - e da una buona visibilità sui probabili dividendi.

Qualcosa di simile è accaduto a Sony. Il colosso giapponese ha trascorso anni a spostare il proprio business oltre la vendita di televisori, con l'obiettivo di diventare un'azienda di "intrattenimento" più redditizia. Infatti, l'acquisto di Emi Music Publishing lo scorso anno ne ha fatto il più grande editore musicale del mondo. Ma la lentezza delle vendite di hardware ha lasciato Sony ancora una volta in difficoltà, tradendo le aspettative di profitto degli investitori per l'ultimo trimestre. Oltre a vendere le azioni Sony, gli investitori hanno abbandonato anche le azioni della concorrenza Nintendo.

Che sia, nell’insieme, una sazietà da gigantismo degli investitori verso i big della tecnologia?

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