Media giapponesi: Parigi vuole fusione Renault - Nissan

Intanto nuovo ricorso per la libertà di Ghosn

Redazione Web
Media giapponesi: Parigi vuole fusione Renault - Nissan

Secondo la stampa giapponese, Parigi avrebbe proposto una fusione tra Renault e Nissan per dare stabilità ed equilibrio al gruppo automobilistico dopo la vicenda dell'arresto di Carlos Ghosn, l'ex presidente considerato il principale artefice del consolidamento dell'alleanza. Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha però smentito con decisione. Rumors da parte di diversi media, tra cui le agenzie Kyodo e Bloomberg, dicono che, secondo alcune fonti vicine al dossier, la richiesta del governo francese, che è il principale azionista di Renault con una quota del 15% (mentre l'azienda francese controlla il 43% della Nissan), sarebbe giunta nel corso dei negoziati a Tokyo tra le delegazioni delle due case auto e riflette la posizione del presidente francese Emmanuel Macron. Nell'incontro dello scorso mese a Parigi tra Macron e il premier giapponese Shinzo Abe a Parigi, tra l'altro, i due leader avevano espresso il desiderio di arrivare a un'alleanza stabile, che includesse anche la Mitsubishi Motors. La Nissan possiede appena il 15% della casa francese, sebbene contribuisca a gran parte della redditività del gruppo, e per questo motivo intende ridurre la sfera di controllo della Renault sul management nipponico, rendendo l'intesa più equilibrata.

Intanto, Carlos Ghosn, ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, ha presentato ricorso per ottenere la libertà su cauzione, affermando che accetterà ogni condizione richiesta dal tribunale, inclusa la consegna del proprio passaporto. Nel messaggio dell'ex tycoon 64enne, distribuito dai familiari tramite un portavoce, e pubblicato dalla stampa giapponese - nel riaffermare la sua innocenza - Ghosn chiede alla corte di considerare il suo rilascio dopo un periodo  di detenzione superiore ai due mesi, e la volontà di continuare a risiedere in Giappone per partecipare al processo e difendere la propria reputazione davanti ai giudici. Il portavoce dell'ex top manager ha inoltre detto che il suo assistito è disposto a seguire ogni raccomandazione del tribunale, tra le quali una maggiorazione dell'importo per la cauzione per ottenere la scarcerazione, l'obbligo dell'utilizzo di un braccialetto elettronico, e l'assenza di contatti con potenziali testimoni durante il procedimento legale.

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