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Il favoloso mondo degli X-files di Amelie

Redazione Web
Il favoloso mondo degli X-files di Amelie

L’Assurance maladie francese avvia la schedatura sanitaria dei cittadini. Ed è subito panico per questione di privacy. Per non parlare della polemica con i medici, che preferirebbero essere pagati per il disturbo

Nel francese della burocrazia, che è perfino più ridondante del burocratese italiano, si chiamano Dmp, Dossier médical partagé (letteralmente, dossier sanitari condivisi) e sono una mezza rivoluzione del sistema sanitario universale, pubblico e privato, della Francia.

Si tratta di veri X-files. Dato l’argomento, cioè di cartelle informatiche dove è registrata tutta la storia clinica degli assistiti, dai risultati degli esami alle allergie alle medicine agli eventuali interventi chirurgici alle terapie prescritte dai vari medici, generalisti e specialisti.

Una mostruosa banca dati sanitaria alimentata dagli stessi cittadini o dai vari attori della sanità, dai medici ai farmacisti, e amministrata da quel colosso che è l’Amelie, l’Assurance maladie che gestisce, 60milioni di francesi grazie alla mitica Carte Vitale e a un sistema cosiddetto di Cmu, couverture maladie universelle, con le “mutuelle” ‘e l’Amelie a far da regista a cui è affidata la governance di un complessissimo e costosissimo apparato sanitario.

Ed è proprio una ragione economica quella che ha spinto l’ultima ministra della Salute, Agnès Buzyn, ematologa e immunologa tra le più stimate di Francia, docente alla Sorbona e primario al Necker, l’ospedale dei bambini, a dare il via libera definitivo al programma Dmp, autorizzando l’Amelie a mettere in campo tutte le sue risorse per accelerare il processo di informatizzazione dei dossier sanitari degli assistiti su cui, per la verità, si erano impegnati, ma con scarso successo, i suoi predecessori negli ultimi quindici anni.

Stavolta, invece, c’est la bonne, come si dice qui. Al punto che il direttore generale dell’Amelie, Nicolas Revel, un grand commis di grande standing (magistrato della Corte dei conti, ex segretario generale dell’Eliseo, insieme con Macron, durante la presidenza Hollande), s’è fatto intervistare a fine ottobre dal Quotidien Santé per annuciare che i Dmp, gli X-files della salute, sono già 1,7 milioni, che raddoppieranno da qui alla fine dell’anno, diventeranno 10milioni l’anno prossimo e 40milioni (obiettivo forse un po’ troppo ambizioso anche per l’Amelie di Ravel, manager pubblico che può vantare “la fibre socialiste la plus affirmé”) entro il 2022.  A quel punto la Dmp, come ha spiegato Ravel al Quotidien Santé, “sera la pierre angulaire du systeme de santé”. Perché si potrà seguire tutta la storia clinica dei pazienti, regolarsi con cure e terapie, evitare esami e interventi ridondanti mettendo in contatto, per via informatica, medici e specialisti che hanno (o avevano) in cura gli interessati, cioè i cittadini “assurés”. Con il risultato di risparmiare milioni e milioni di euro (neanche Ravel sa quantificarli). Solo che - al di là di tutte le buone intenzioni del Ministero e della Caisse assurance maladie - l’obiettivo sarà centrato solo se la gran parte dei francesi accetterà di aprire un dossier medical partagé con tanto di indicazione sulla propria Carte Vitale.

Allo scopo sono stati mobilitati i farmacisti, visto che proprio nelle farmacie ci sono le macchinette (una specie di Pos) per l’utilizzo della carta (e già il presidente del sindacato professionale dei farmacisti ha garantito che i suoi iscritti apriranno almeno 150mila Dmp alla settimana via Carte Vitale).

Poi ci sono i medici generalisti che potrebbero fare la stessa cosa durante le visite. “Ma non gratis” mettono le mani avanti gli interessati: “i farmacisti hanno ottenuto un euro per ogni Dmp aperto. E noi?”.

Resta il problemino della sicurezza dei dati. Ma dagli uffici dell’Amelie, interpellati da Economy, arrivano solo risposte rassicuranti: con i quattrini risparmiati grazie ai Dmp si potrà mettere in campo il migliore sistema di protezione possibile. Nessuno potrà spiare sulle condizioni di salute di nessuno. Garantito. On espair, speriamo.

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