Libretti al portatore, il lungo addio ora è definitivo

Dal primo gennaio tutti i depositi verranno estinti: sono stati un buon modo per accumulare le "mance" di Natale ma anche un sistema efficace per far transitare denaro da ripulire

Redazione Web
Libretti al portatore, il lungo addio ora è definitivo

E’ la fine di un’epoca: entro la fine dell’anno i libretti al portatore finiranno definitivamente di esistere. Già lo scorso anno con il varo del Dlgs 90/2017, che recepì la IV direttiva comunitaria in materia di antiriciclaggio, era stato dato un colpo di grazia: dall’estate dello scorso anno era consentito infatti solo l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi. Finisce quindi l’era dei libretti donati dai nonni ai nipoti per comunioni, compleanni e lauree, come quelli utilizzati per versare il deposito cauzionale dei contratti di fitto. Ma cala dal 31 dicembre anche il sipario su uno strumento usato anche da chi li utilizzava per trasferire,più o meno legalmente il denaro, senza lasciare troppe tracce.

I possessori di un libretto però, come ricorda un articolo del Sole 24 ore a firma di Gianfranco Ursino,  devono anche stare attenti sulle modalità di estinzione del documento di risparmio, specie se su di esso sono rimasti pochi soldi.

Bisogna evitare di non ritirarlo, perché banche e poste, fermo restando l’obbligo di liquidazione del saldo del libretto a favore del portatore, saranno obbligate a effettuare una comunicazione al Mef, che applicherà al portatore “distratto” una sanzione amministrativa da 250 a 500 euro. Ma a rendere poco conveniente l’estinzione a chi invece in questi giorni sta valutando di recarsi in banca e in Posta per incassare il gruzzoletto rimasto, non sono solo le sanzioni. Ad abbattere il saldo, fino anche a portarlo sotto lo zero, potrebbe anche essere l’imposta di bollo. Va infatti ricordato che al pari dei conti correnti, anche i libretti di risparmio bancari o postali sono assoggettati a un’imposta di bollo fissa di 34,20 euro su base annua (100 euro per le aziende). E nei casi in cui l’imposta sui libretti di risparmio sia dovuta e non sia stata ancora pagata perché il portatore in questi anni non si è mai presentato allo sportello, l’intermediario finanziario è tenuto ad addebitare il tributo al cliente e versarlo all’Erario anche per gli anni precedenti. Il rischio, avverte Il Sole 24 ore, è di trovarsi con la brutta sorpresa di non incassare nulla e di dover tirare fuori perfino dei soldi. Per assurdo potrebbe anche essere conveniente prendere il libretto e stracciarlo, e con esso i (pochi) soldi che vi erano contenuti.