Il volo a motore senza motore,
inizia una nuova era

Redazione Web
Il volo a motore senza motore, inizia una nuova era

Ben 115 anni dopo il primo volo di 36 metri di un velivolo a motore, quello dei fratelli Wright, il miracolo si ripete. Per la prima volta, la scorsa settimana, un’equipe del Mit di Boston è riuscita a far volare per sessanta metri per ben dieci volte il primo aereo a reazione ionica, spinto cioè da un vento ionico generato da un passaggio di elettricità tra due elettrodi, uno fine e l’altro grosso, che determina un forte movimento dell’aria tra gli stessi e una conseguente spinta. Dunque né eliche, come nei motori a pistoni, né  espulsione di gas combusti, come nei motori a reazione ma una reazione di tipo diverso. E non è un aeromodcello, quello che ha volato a Boston: pesa solo 2.3 kg ma ha un’apertura alare di 5 metri. Si presenta come un aereo tradizionale: due ali e coda posteriore. Una sorgente di 40,000 volt manda una carica positiva a dei cavi sottili nella parte anteriore dell’ala. Questo attrae elettroni negativi nell’aria circostante che vengono ionizzati. Questi vengono a loro volta attratti dai cavi posteriori (carica negativa). La collisione degli ioni con altre molecole nell’aria causa la spinta propulsiva. Da qui il termine di vento ionico. Questo sistema di cavi si trova sotto le ali per non intralciare il flusso di aria sopra le stesse. A lungo termine, la capacità di alimentare il volo esclusivamente attraverso l'elettricità apre la possibilità di un volo a zero emissioni di carbonio, che potrebbe ridurre le emissioni dell'industria aeronautica a livello mondiale. Barrett ha inoltre osservato che la propulsione a stato solido tende a miniaturizzare bene e ha suggerito che in futuro i droni più piccoli di quelli attualmente possibili con un volo basato su rotore potrebbero decollare utilizzando una trasmissione ionica del vento.

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