Convegno Federagenti: come cambia la professione?

Un convegno presso Fiera Milano per capire i nuovi adempimenti burocratici e le tendenze di mercato

Redazione Web
Convegno Federagenti: come cambia la professione?

Dalla prima manifestazione di Forum Agenti, 2.374 aziende hanno incontrato 38.622 agenti di commercio. Giunta alla XIII edizione, la fiera internazionale degli agenti di commercio ha visto susseguirsi oltre 55.000 colloqui professionali.

“Come cambia la professione tra adempimenti burocratici e tendenze di mercato”, è stato il tema principale discusso durante il convegno promosso da Federagenti Cisal, associazione che, dalla sua costituzione, avvenuta nel 1990, ad oggi è arrivata ad annoverare 40.000 iscritti tra agenti, rappresentanti di commercio, consulenti finanziari, intermediari di commercio e pensionati, operando con settanta sedi sul territorio nazionale. Alla discussione hanno partecipato il Segretario generale di Federagenti Cisal, Luca Gaburro, l’avvocato Antonio Trotti, coordinatore dell’ufficio legale di Federagenti per la Lombardia, e Martino Colella, membro dell’assemblea dei delegati Enasarco. A moderare, Salvatore Scontrino, responsabile Federagenti Milano.

“Il contratto di agenzia è regolato da soli undici articoli del codice civile; i problemi attinenti, quindi, non trovano regolamentazione in modo definitivo. La giurisprudenza cerca di colmare il vuoto normativo con determinate proprie pronunce. Di queste, alcune recenti sentenze mi lasciano a dir poco basito”, ha dichiarato il legale. “La Federagenti si è preposta l’obiettivo futuro di tornare a fornire garanzie alla categoria: la Cassazione, infatti, non può emettere delle sentenze incomprensibili ed inconciliabili con la nostra professione”, gli ha poi fatto eco il Segretario generale.

“Come delegato Enasarco, sono assolutamente deluso dal ruolo insignificante che è stato affidato finora a tale organo, introdotto due anni fa e che negli auspici dei Ministeri vigilanti doveva assumere ben altra importanza nella vita dell’ente. Per non parlare del bilancio preventivo 2019 che, così come descritto, non mostra alcuna visione strategica, elemento oggi fondamentale” - è il commento di Martino Colella -. “Non si può gestire con approssimazione un ente con 7 miliardi di patrimonio, che cura la previdenza di 230.000 lavoratori attivi e 150.000 pensionati”, ha aggiunto il membro dell’assemblea dei delegati Enasarco. 

“Troppe cose non vanno in Enasarco, l’auspicio è che alle prossime elezioni la lista in cui sarà presente la Federagenti possa raggiungere la maggioranza, contribuendo così a quel cambiamento radicale, che l’attuale presidente ha sempre promesso, ma mai mantenuto. Riteniamo scandaloso l’attuale regolamento elettorale di Enasarco, che prevede per le associazioni da sempre presenti nel CdA di partecipare di diritto alle elezioni, mentre Federagenti ed Anasf, che con i loro rappresentanti siedono dal 2016 per la prima volta nel CdA dell’ente, risultando le associazioni più votate, dovrebbero raccogliere più di 7.000 firme di iscritti all’ente autenticate dal notaio in un lasso temporale molto limitato. È un meccanismo discriminatorio, che facilita il ripristino di quegli equilibri che per decenni hanno guidato l’ente con risultati discutibili e per questo abbiamo chiesto l’intervento dei Ministeri vigilanti. In un paese democratico non è tollerabile un meccanismo elettivo che non preveda parità di condizioni tra i candidati. Considerazione tanto più valida quando si eleggono amministratori di un ente come Enasarco, che gestisce la previdenza di circa 400.000 persone, tra lavoratori attivi e pensionati, con un patrimonio di circa 7 miliardi di euro”, le dichiarazioni a margine del convengo di Luca Gaburro.

Il Segretario Generale Federagenti Cisal ha poi aggiunto: “La mancanza di strategie gestionali mi ha portato a votare contro il budget 2019 dell’Enasarco, che è assolutamente deludente. A due anni dall’insediamento dell’attuale presidenza non c’è traccia di discontinuità rispetto al passato e mancano interventi significativi a favore degli iscritti. Oltre al sottoscritto, altri quattro colleghi consiglieri hanno dichiarato la propria intenzione di voto contraria, ed il budget è passato solo a maggioranza con 7 voti a favore, segnale di un diffuso malcontento sull’attuale gestione e sulle prospettive dell’ente. Dal mio punto di vista, manca una visione prospettica, nonché interventi correttivi sugli aspetti più preoccupanti, oltre ad una collegialità nelle scelte. L’assemblea dei delegati è stata relegata ad un ruolo marginale. Già a breve, se non si affronteranno i problemi più seri, a partire dallo scarso rendimento del patrimonio al consistente calo degli iscritti, c’è il rischio concreto che risulti vano il sacrificio richiesto alla categoria a partire dal 2012 sotto forma di consistenti aumenti dei contributi da versare”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400