Se il colosso del lusso
è pessimista sulle supervendite

Redazione Web
Se il colosso del lusso è pessimista sulle supervendite

Richemont, la più grande azienda di orologi e gioielli di lusso del mondo – proprietaria tra l’altra del marchio Cartier - ha avvertito gli investitori venerdì scorso che il clima geopolitico e l'indebolimento dell'economia globale stavano inducendo persino i clienti più ricchi a moderare gli acquisti. Rispetto ai concorrenti Lvmh e Kering, Richemont è più attivi negli orologi di lusso e constata questa freddezza da parte della clientela più abbiente, in allarme per le guerre commerciali - in particolare in Cina e Hong Kong,. Negli ultimi sei mesi, le vendite di Richemont sono state superiori dell'8% rispetto a un anno fa, ma hanno mancato le aspettative degli investitori e il suo profitto è sceso di quasi il 10%. Nello scorso settembre, si è appreso che le esportazioni globali di orologi svizzeri erano diminuite di quasi il 7% rispetto a un anno fa. Le vendite di Richemont sono diminuite del 6% ma anche quelle dell’altro grande orologiaio svizzero Swatch sono diminuite del 5%. In compenso, Richemont sta diventando digitale e, per la prima volta, ha riferito che le vendite della piattaforma di e-commerce di Milano Yoox-Net-a-porter sono aumentate del 21%, e l'aumento significa che oggi circa il 14% di tutte le vendite di Richemont sono ora online. Il passaggio all'e-commerce contribuirà a mitigare alcuni degli effetti del calo dei profitti, in quanto i siti web e le applicazioni sono più economici rispetto ai negozi fisici.

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