Nel risiko dei risultati bancari
Unicredit paga la crisi turca

Redazione Web
Nel risiko dei risultati bancari Unicredit paga la crisi turca

Unicredit, il colosso bancario italiano guidato da Jean Pierre Mustier, ha visto scendere le sue azioni in Borsa del 4% dopo l’annuncio dei risultati dei primi novesi mesi del 2018, ma non tanto per problemi gestionali quanto per due eventi imprevedibili: innanzitutto le perdite straordinarie contabilizzate a seguito della crisi turca, che l’anno indotto a contabilizzare un segno meno da un miliardo, per i problemi valutari del Paese di Erdogan; e poi i cospicui accantonamenti fatti per prevenire il rischio di dover pagare multe americane per asserite, eventuali attività commerciali proibite in Iran. Bene invece i risultati della Commerzbank e francesi della Société Générale dopo che avevano annunciato risultati migliori del previsto. Detto questo, l’asfissiante vigilanza che la Bce esercita sul settore in Europa, e che l’ha messo in ginocchio nel confronto con le banche Usa, sta inducendo tutti i gruppi a guardarsi attorno per fare ulteriori fusioni. E proprio SocGen e Unicredit vengono da tempo indicati come i “promessi sposi” migliori di questo periodo. Se le azioni Unicredit a dispetto della buona gestione, dovessero scendere ancora di prezzo, finiranno con rendere la fusione più appetibile per i francesi.

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