Brexit, resta il nodo irlandese

Redazione Web
Brexit, resta il nodo irlandese

Downing Street, come riporta la Bbc, assicura che i colloqui con Bruxelles sulla Brexit sono stati "costruttivi", ma il capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, ritiene che i progressi fatti non siano ancora sufficienti per convocare un vertice straordinario dei leader dell'Unione per approvare l'accordo. Manca, da aggiungere al "95%" dell'accordo ormai concluso, quel 5% rappresentato dalla questione irlandese. Va ancora trovato il sistema tecnico-giuridico per fare in modo di scongiurare un ritorno al passato, con un confine fisico tra le due Irlande e controlli doganali alle frontiere.

Il premier irlandese Leo Varadkar ha rifiutato il compromesso proposto dalla May sul confine. La premier britannica ha accettato il principio di un ''backstop'' temporaneo per mantenere aperto il confine, se non verrà trovata una soluzione permanente al termine del periodo di transizione di 21 mesi che farà seguito all'uscita del Regno Unito dalla Ue, il prossimo 29 marzo. Sia Dublino che Bruxelles chiedono invece una garanzia incondizionata che il confine tra Repubblica d'Irlanda (che rimarrà parte della Ue) e Irlanda del Nord (che seguirà la sorte del Resto del Regno Unito) rimanga aperto per sempre. Si tratta, argomentano, di una delle clausole dell'Accordo del Venerdì Santo, che mise fine al conflitto nell'Ulster, riportando la pace nell'isola.

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