Rimini capitale per tre giorni delle soluzioni per l'udito

La XIX edizione del congresso Fia dal 26 al 28 ottobre ha chiamato a raccolta tutti i protagonisti del settore

Elisa Stefanati
Rimini capitale per tre giorni delle soluzioni per l'udito

280 Milioni di  persone  nel mondo, soffrono di problemi d’udito. Circa 8 milioni quelli che nel nostro paese accusano deficit uditivi. (Fonte OMS). E’ attorno ai  50 anni d’età che  generalmente insorgono  i primi problemi di presibiacusia precoce.  Superati i 65 anni d’età, i problemi a carico dell’udito,  diventano più frequenti.  Sono alcuni dei dati emersi all’ultimo Congresso Fia (Federazione Italiana Audioprotesisti) conclusasi da poche ore a Rimini.  In Italia il 97% delle persone  dichiara  che, indossare apparecchi acustici,  ha migliorato  la qualità della propria vita  ed il 72% asserisce che –col senno di poi- li avrebbe dovuti utilizzare prima. Ma ancora oggi il 70% delle persone affette  da perdite uditive non è trattata. 

Questo il dato più allarmante che fa luce su un problema sul quale in Italia occorre  riflettere e agire in tempi rapidi. A sottolinearlo -durante uno dei più seguiti workshop del congresso- è stata  Barbara Zancan,  Ceo di Sivantos Italia,  azienda multinazionale,  pioniera  delle soluzioni per l’udito, che dal congresso di Rimini ha evidenziato  dal palco importanti dati sull’incidenza di un problema, che ha importanti ricadute psicosociali e legate al decadimento cognitivo, annunciando anche in Italia un'innovazione nel design degli apparecchi acustici. Il loro brand Signia infatti, ha appena presentato  un prodotto destinato a rivoluzionare l’immagine degli apparecchi acustici coniugando design, high tech ed eleganza.

“Il concetto di prevenzione –sostiene Barbara Zancan- deve essere adottato anche per le perdite uditive. Chi non sente si allontana dalle persone con evidenti impatti  sulla socialità e sulla qualità della vita”. Molti gli studi che indicano un aggravamento della demenza e delle capacità cognitive in relazione all’ipoacusia.  “C’è qualcosa di speciale nel far parte di un’azienda che può incidere molto sulla qualità della vita delle persone- ha proseguito la numero uno di Sivantos Italia-  un mix di responsabilità, orgoglio ed anche urgenza nel contribuire a diffondere la prevenzione ed i rimedi per persone che hanno perdite uditive. La nostra responsabilità è di lavorare al fianco degli audioprotesisti e degli stakeholder del mercato per fare la differenza  e condurre una rivoluzione che è anche culturale per combattere lo stigma, oggi molto pervasivo nella popolazione”.

La multinazionale Sivantos annovera 6000 dipendenti in tutto il mondo,  500 ricercatori si occupano dello sviluppo in 25 paesi del mondo. Sivantos Group, che ha mosso i primi passi nel 1878, oggi è un’azienda che produce un apparecchio acustico su 4 di quelli attualmente in commercio. Il congresso di Rimini è stato l’occasione per fare il punto anche sulla pregnanza della professione dell’audioprotesista. Numerose infatti le sessione di lavoro dedicate alle prospettive della professione ed ai rimedi  acustici tecnologicamente avanzati,  che possano integrarsi perfettamente allo stile di vita ed all’immagine delle persone.

 “L’audioprotesista è  una figura professionale che si forma tecnicamente dopo aver conseguito una laurea triennale – ha spiegato Corrado Canovi,  segretario Nazionale dell’associazione Audiprotesisti Italiani-  e che in Italia conta ben 22 sedi universitarie. Il ruolo dell’audioprotesista – ha proseguito il segretario nazionale dell’associazione-  è quello di prendere in carico i soggetti ipoacusici che in Italia negli oversessantacinquenni  rappresentano un terzo della popolazione”. 

“La rimediazione di un deficit uditivo- ha proseguito Laura Giulianati audioprotesista- è di fondamentale importanza per prevenire esclusione sociale, isolamento e decadimento cognitivo”. Secondo gli scienziati della rivista scientifica the Lancet un caso su tre di Alzheimer si potrebbe infatti  evitare arginando alcuni  fattori di rischio. Tra i fattori di protezione contro l’Alzheimer  proprio la prevenzione della riduzione dei cali di udito. E’ urgente anche in Italia- è stato sottolineato in tutte le sessioni di lavoro- che anche il nostro paese  potenzi le  campagne di comunicazione e di  informazione alla popolazione, adeguandosi agli standard europei ed internazionali, per raggiungere la fascia più ampia possibile di popolazione con problemi uditivi che necessiti di  protesi acustiche.

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