Ma lo smart working
ci sta migliorando la vita?

Alessandro Cola
Ma lo smart working ci sta migliorando la vita?

Legge dello Stato dal 22 maggio del 2017: lo Smart Working è oggi, in Italia, un modello lavorativo in crescita su tutto il territorio e adottato soprattutto dalle grandi aziende, le prime a sposarne la filosofia e a beneficiare dei risultati, spesso stupefacenti. Come rileva l’Osservatorio del Politecnico di Milano

“Lo Smart Working, o Lavoro Agile, è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.”

Quattro sono i punti fondamentali toccati da questo nuovo modello lavorativo: ripensamento della cultura organizzativa; flessibilità di orari e luoghi di lavoro; strumenti tecnologici in dotazione; nuovi spazi fisici all’interno dell’azienda stessa.

Si tratta di un approccio al lavoro davvero innovativo, che cambia profondamente la cultura aziendale: il dipendente ha la possibilità di scegliere la propria sede lavorativa (che in alcuni casi si traduce semplicemente nella possibilità di cambiare postazione anche all’interno dell’azienda stessa, a seconda dell’attività che deve svolgere), di gestire i suoi orari, avendo a disposizione beninteso una strumentazione tecnologica che glielo consenta, e soprattutto di lavorare per obiettivi e non più per ore lavorate. Alla base di tutto questo processo c’è la fiducia tra datore di lavoro e dipendente, che resta il punto fondamentale per ottenere le migliori performance, per non parlare della trasformazione del rapporto tra vita privata e lavorativa e nel nostro caso, tra creatività e routine.

Le modalità di applicazione sono innumerevoli, da quelle più strutturate a quelle più informali, ma dagli studi condotti dal Politecnico di Milano nel 2017 solo il 9% del totale delle grandi aziende presenti in Italia adotta un modello di Smart Working maturo che coinvolge una percentuale rilevante di lavoratori e si traduce davvero in un ripensamento complessivo dell’organizzazione del lavoro; ancora più bassa la percentuale delle PMI che hanno optato per lo Smart Working: il 53% delle aziende interpellate è convinta della sua inapplicabilità al proprio settore di appartenenza. Ma il fenomeno è decisamente in crescita, e siamo fiduciosi che presto la mentalità, anche in Italia, cambierà sposando nuovi modelli di sviluppo; vedremo cosa ci diranno i dati alla fine di quest’anno.

Ormai da un anno in Xplace abbiamo adottato lo Smart Working in modo informale ma altrettanto strutturato e ne siamo davvero contenti. Credendo profondamente nella filosofia alla base di questo nuovo modello lavorativo, abbiamo cercato di adattarlo a una realtà come la nostra che si basa sul coinvolgimento di più professionalità che lavorano contemporaneamente su più clienti, anche se il modello operativo di base resta quello del piccolo team. Ecco le soluzioni che in pochi mesi ci hanno permesso di lavorare in Smart Working: ristrutturazione degli spazi aziendali: abbiamo creato molte postazioni “jolly” all’interno dell’agenzia in cui, per esempio, tenere riunioni veloci o lavorare insieme a progetti legati a una tempistica ridotta, oltre ad aver aperto le porte della Xplace a dei coworkers; strumentazione digitale adeguata: abbiamo dotato tutti i dipendenti di computer portatili e telefoni aziendali con connessione sufficiente a lavorare da qualsiasi luogo (qualora l’accesso alla connessione wifi fosse impossibile) che, unita alla già collaudata organizzazione interna (utilizzo degli strumenti Google Suite, di un gestionale interno facile e mobile friendly e di un accesso rapido alla memoria esterna dell’agenzia), ha reso il lavoro possibile praticamente ovunque, sia fuori che dentro Xplace; calendarizzazione: abbiamo fissato il venerdì come il giorno deputato allo Smart Working, fissando il numero minimo di giorni a 25 l’anno e dando la possibilità ad ognuno di scegliere quando farlo, previa comunicazione tramite gestionale interno.

A fronte di qualche perplessità iniziale, soprattutto legata alla paura di rallentare il flusso di lavoro, i mesi di sperimentazione iniziale hanno dato ottimi risultati, sia in termini di produttività sia di morale, tanto che poi si è deciso di adottare lo Smart Working come “la migliore opzione del venerdì”. Per farvi capire che tipo di vantaggi abbiamo ottenuto: immaginate per un copy cosa può significare, nel mese di maggio, scrivere testi in un parco, all’ombra di un pino marittimo, oppure andare a lavorare in quella città che si voleva da tempo visitare e averla a disposizione già dal venerdì sera, per non parlare degli ambienti più disparati in cui un creativo può scegliere di lavorare, magari alla ricerca di ispirazione...

E sono state proprio la necessità di aprirsi e di mantenere viva la curiosità, componenti imprescindibili del nostro lavoro, a spingerci a introdurre una variante nello Smart Working Xplace: vietato lavorare da casa! Una bella iniezione di vitalità, contro la routine del lavoro e la mancanza di stimoli, oltre che un buon esercizio per imparare ad affrontare difficoltà non previste: perché il segreto è essere sempre pronti al cambiamento!

Lo Smart Working è per noi, semplicemente, un altro modo di declinare lo spirito con cui lavoriamo e l’atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita e ci sentiamo di consigliarlo a tutti. Coraggio, tentar non nuoce!

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