Google compie vent’anni. Auguri?

Redazione Web
Google compie vent’anni. Auguri?

Il 27 settembre Google ha compiuto vent’anni. L’azienda che ha rivoluzionato il modo di intendere internet, che ha pervaso completamente la nostra società e che è passata tra incredibili successi (Gmail) e tonfi clamorosi (Google Glass). Nel mezzo, in questi vent’anni, c’è un concentrato di quello che internet doveva e non doveva essere: comodità in movimento, calendari, mail, video, ma anche un definitivo abbandono del concetto di privacy che ci ha accompagnato dall’alba della civiltà. Basta pensare al fatto che mentre si compone una mail, se si scrive la parola “allegato” ma non si inserisce nessun file, Big G ve lo fa notare. Una garage company che, dal momento della quotazione nel 2004, ha visto volare la propria valutazione del 1.300% in dieci anni e oggi viene scambiata a 1.180 dollari per azione e un controvalore di 825 miliardi di dollari. È stata la prima azienda, ben prima di Facebook, a capire in che direzione andare nonostante la devastante esplosione della bolla delle “dot com” all’inizio del Nuovo Millennio. Vent’anni sono un bel traguardo, e un augurio è doveroso. Quello di continuare a migliorare le nostre vite senza renderci necessariamente degli oggetti di cui si conoscono vizi e virtù. Foucault parlava di “Panoptikon” per indicare una torre carceraria da cui poter osservare qualunque soggetto. Una torre così alta e così in grado di offrire la panoramica perfetta che non aveva neanche bisogno di essere popolata da guardiani: ai detenuti sarebbe bastata la semplice percezione della possibilità di essere scorti in atteggiamenti sbagliati per evitare qualsiasi atto contro le regole. Allo stesso modo, Google si è trasformata in un’enorme torre che tutto osserva e tutto registra. Utile e comodo? Sì, ma anche tanto inquietante.

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