Cose turche, la Apple
vale più della Turchia

Redazione Web
Cose turche, la Apple vale più della Turchia

Sembrava la Shangri-La delle quotazioni di Borsa e invece anche l’ultimo muro è stato infranto: Apple vale più di 1.000 miliardi di dollari sulla piazza di Wall Street. Se la mela morsicata fosse un paese, si collocherebbe al sedicesimo posto nella classifica delle economie per valore assoluto, davanti a paesi emergenti come Indonesia, Turchia e perfino Arabia Saudita che pure siede su una montagna di petrolio. Ma la montagna su cui siede Apple è forse ancora più ricca di valore di quanto non sia il combustibile fossile per antonomasia: l’azienda fondata da Steve Jobs è stata capace di raggiungere questa quotazione monstre, superando di 200 miliardi di dollari perfino Microsoft, grazie a una crescita degli utili del 32% in un anno, del fatturato del 17% e soprattutto grazie alla certezza che Apple non è più dipendente dai propri – tecnologicissimi – device. Nel giorno dell’annuncio del bilancio, infatti, si è scoperto che Samsung e Huawei hanno venduto più smartphone di Cupertino, ma che l’azienda guidata da Tim Cook da sola rastrella quasi i tre quarti dell’intero cash flow del comparto. Tanto per capirci: a fronte di un incremento del numero di “melafonini” venduti (+1% a 41,3 milioni), i ricavi sono cresciuti del 20%, complice la notevole affermazione dell’iPhone X che ha un prezzo di partenza (negli Usa) di 999 dollari. Ad affermarsi sono stati i servizi accessori, il business collaterale, che sta diventando sempre più vitale: Apple pay, il sistema di pagamento diventato ormai un must nel settore, frutta poco meno di 10 miliardi all’anno. Che cosa può diventare adesso Apple? Avendo in cassa una fortuna in contanti (243 miliardi) che le permetterebbe di acquistare, senza alcun tipo di leva, Walmart oppure, in un gigantesco pacchetto, FCA, Ford, Volkswagen, Nissan-Renault e Tesla è chiaro che può sostanzialmente continuare a giocare il ruolo di trend setter. Dopo l’introduzione dell’iPhone, ad esempio, l’intero mercato dei cellulari è cambiato per sempre. E questa posizione “avanguardista” le permette di beneficiare dei risultati più incredibili: a fronte di una quota del mercato del 14,5%, Apple si è portata a casa il 79% dei profitti complessivi. Insomma, come dicono gli americani, “sky’s the limit”.

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