La Harley Davidson gareggia contro i dazi doganali

Redazione Web
La Harley Davidson gareggia contro i dazi doganali

Harley-Davidson ha riferito i risultati del secondo trimestre che hanno superato le aspettative - anche se l’iconico costruttore americano di moto è ancora intrappolato tra gli Stati Uniti e l’Europa sulla minaccia dei dazi, come un chopper tra due camion. Proprio così: i risultati di Harley hanno superato le aspettative degli analisti per il sesto trimestre consecutivo, anche se le vendite e i profitti sono calati. Soffre di un crollo della domanda americana (le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono diminuite di quasi il doppio rispetto al resto del mondo) e di una compressione dovuta alle imposte sulle importazioni (dazi doganali) imposte dall’Unione europea (Ue) in risposta alle tariffe statunitensi sull’acciaio e sull’alluminio. Le nuove tasse aggiungono circa $2.200 al prezzo di ogni moto importata in Europa - il secondo mercato di Harley. Eppure le quotazioni di Harley sono aumentate dell’8%, dopo i risultati, perchè per aggirare i nuodi dazi Harley ha annunciato l’intenzione di trasferire la produzione delle sue bike destinate all’Europa al di fuori degli Stati Uniti Insomma, le guerre commerciali costano molto. Non succede nulla di isolato; le tariffe imposte dagli Stati Uniti hanno conseguenze globali. La Cina, il Canada e il Messico (tra gli altri) hanno risposto con tariffe proprie e le misure di ritorsione dell’Ue riguardano i prodotti classici americani - come i jeans blu, il bourbon, le sigarette e il burro di arachidi - oltre alle motociclette.

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