Non c’è pace per l’Alcoa
(neanche in America)

Redazione Web
Non c’è pace per l’Alcoa (neanche in America)

Vi ricordate l’Alcoa - il più grande produttore americano di alluminio – che ha disertato, alla fine di lunghissime trattative sindacali, i suoi impianti in Sardegna? Be’: chi la fa l’aspetti. Il colosso dell’alluminio americano vede nero in patria. Ha tagliato i suoi obiettivi di profitto per l'anno in corso, incolpando i dazi e l'aumento dei costi energetici. La notizia ha spedito sottoterra, del 12%, le sue quotazioni. Eppure, inizialmente Alcoa si aspettava che le tariffe doganali sull'acciaio e sull'alluminio importati fossero un vantaggio per la sua attività, in quanto avrebbero fatto salire il prezzo finale dell'alluminio. Invece, i suoi costi sono aumentati di 15 milioni di dollari: l'azienda produce alluminio anche in paesi come il Canada, prima di spedirlo e venderlo negli Stati Uniti e quindi sta subendo costi aggiuntivi. In realtà, l’impatto dei nuovi dazi è ancora sconosciuto - anche al presidente della Federal Reserve statunitense - il che rende difficile per le imprese pianificare. Inoltre, gli investitori sono nervosi per le prospettive di crescita, il che significa che i metalli stanno vivendo un momento ancora peggiore - il prezzo dei metalli spesso segue la crescita economica in quanto sono abituati a produrre tonnellate di prodotti che sono più richiesti quando l'economia sta andando a nuoto.

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