Enasarco, Fabrica Sgr chiede l’intervento dell’Anac

L’azienda sarebbe stata esclusa dal beauty contest per la gestione dei fondi immobiliari Megas e Michelangelo 2

Redazione Web
tribunale

Non accennano a placarsi le polemiche intorno a Enasarco e alla gestione dei suoi fondi immobiliari. Un breve riassunto delle puntate precedenti: la Fondazione che gestisce le pensioni degli agenti di commercio ha partecipazioni in due fondi, Megas (da oltre mezzo miliardo di valutazione) e Michelangelo 2 (più di 350 milioni). Si tratta di due veicoli che hanno al loro interno pezzi pregiati come la Galleria Alberto Sordi a Roma. Fino a qualche mese fa la gestione dei due fondi era affidata a Sorgente Sgr, la società di risparmio gestito presieduta da Valter Mainetti. Poi, la frattura tra lo stesso Mainetti e il presidente di Enasarco Gianroberto Costa, che ha deciso di revocare il mandato di Sorgente e trovare un nuovo soggetto tramite beauty contest: le selezioni hanno portato ai nomi di DeA Capital e Prelios.

Il risultato della disputa si è tradotta in un ovvio e corposo strascico: Sorgente ha avviato sei procedimenti legali contro Enasarco, e si è anche rivolta al Consiglio di Stato per contestare la scelta di impiegare come strumento di selezione il beauty contest e non la gara europea. Ma anche Fabrica Sgr, dopo l’esclusione dalla gara, ha deciso di adire le vie legali, chiedendo l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone.

Il presidente Costa, in un’intervista a Mf dello scorso 10 luglio, aveva sostenuto che la rapidità dei tempi nella scelta dello strumento di selezione era stata dettata dalla possibilità che, secondo alcune clausole del contratto, Sorgente avrebbe potuto acquisire il diritto di vendere gli immobili dei fondi. Inoltre, sempre secondo Costa, l’invito è stato mandato a undici società di gestione.

I prossimi capitoli sono attesi a breve: Sorgente ha chiesto al Consiglio di Stato una sospensiva urgente per la scelta dei nuovi gestori e la pronuncia potrebbe arrivare già alla fine del mese. Inoltre, Sorgente avrebbe dato mandato allo studio legale Vassalli Olivo di valutare eventuali responsabilità penali di Costa nella vicenda. Intanto, però, Valter Mainetti è stato rinviato a giudizio per calunnia, dopo che il 2 marzo dello scorso anno, di fronte alla commissione parlamentare sugli enti previdenziali, aveva pronunciato parole durissime contro gli allora presidente e amministratore delegato di Enasarco Boco e Lamonica. A detta del presidente di Sorgente, i due avrebbero presentato in cda una relazione mendace sull’operato della Sgr con l’obiettivo di affidare ad altri soggetti la gestione dei due fondi.

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