Gse, governo diviso
anche sulle poltroncine

Redazione Web
Gse, governo diviso anche sulle poltroncine

L’assemblea che avrebbe dovuto stabilire le nomine alla Gse, la piccola società romana che gestisce 16 miliardi l’anno di incentivi alle rinnovabili, sono slittate al 26 luglio. Il loro destino si intreccia con quello dell’Autorità per l’energia e Lega e Cinquestelle per ora non sono ancora d’accordo su chi mandare dove. Per il vertice del Gse – dove l’uscita del renziano Francesco Sperandini è data per molto probabile – avrebbe buone carte Carlo Maria Medaglia, ex superfunzionario del ministero dell’Ambiente e docente della Link Campus University. Si parla anche di Attilio Punzo, che oggi è direttore “monitoraggio operativo” dello stesso Gse. Minori possibilità per Alberto Biancardi, mentre spunta anche il nome di Fabrizio Tomada, responsabile anticorruzione del Gse che Sperandini ha appena deliberato di rimuovere dall’incarico pur senza ottenere al eriguardo l’esplicito avallo dell’Anac, l’Autorità anticorruzione di Cantone cui spetta l’ultima parola, per una bega interna di modesta rilevanza. Quel che rileva è però che le nomine al gse incrociandosi con quelle al vertice dell’Autorithy sono un banco di prova della precaria alleanza gialloverde poco mediatico ma molto rilevante...su cui ad oggi intesa non c’è.

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