Esecuzioni immobiliari e sloggi: ma il governo quando interviene?

Sequestrati oltre 200 immobili a una sola cosca laziale: per ripulire denaro si comprano le case di famiglia svendute alle aste

Marco Scotti
Per i debitori impoveriti serve una legge ad hoc

A una sola cosca laziale sequestrati 262 immobili. Già questa sarebbe una notizia da prima pagina di cronaca. C’è però un risvolto più drammatico e più strisciante che rende la situazione surreale: dove hanno preso 262 immobili soltanto nella regione di Roma? La risposta, purtroppo, è molto semplice. Nei prossimi anni gli istituti di credito e i fondi avvoltoio, che stannoaccorrendo da tutto il mondo per acquistare i crediti insoluti e poi spartirsi il patrimonio immobiliare degli impoveriti indebitati,si troveranno a gestire la SVENDITA di centinaia di migliaia di case che verranno espropriate ai titolari che non sono riusciti a pagare il mutuo o le hanno date a garanzia delle loro microattività. Non è un caso, quindi, che la criminalità organizzata stia investendo in immobili. Si tratta di un modo rapido e indolore di ripulireil denaro sporco proveniente dalle attività illecite e fare ulteriori guadagni.
 
Per questo motivo, mai come ora, servirebbe una risposta forte dello Stato. Salvini e Di Maio durante la campagna elettorale e poi anche nel periodo di formazione dell’esecutivo,hanno pubblicamente e più volte assicuratoche avrebbero impedito la prosecuzione dell’attuale sistema di esproprio degli immobili.Si sono esposti pubblicamente, pur non concludendo niente, a favore del caso dell’imprenditore Bramini, Ma, ad oggi, non si sono visti interventi in tal senso.
 
È bene ricordare come funzionala vendita giudiziaria di un immobile: per il mancato pagamento del mutuo o per l’escussione di una garanzia il creditore (quasi sempre banche e fondi avvoltoio) pignorano il bene da cui possono sfrattare in qualsiasi momento gli occupanti. L’immobile non è più nella proprietà dei vecchi titolari e viene messo all’asta a un prezzo che mediamente è il 65%, massimo 70% di quello di mercato. Ogni volta che non viene aggiudicato, il valore nominale (sulla base delle norme del 2015/16) viene ribassato del 25%. Nessuno ha interesse a comprare l’immobile quando è ancora alle prime aste, ma può tranquillamente aspettare che venga deprezzato. Per le piccole case di famiglia è ormai normale che vengano vendute al 15, 20% del valore di mercato.

Se a questo aggiungiamo che la criminalità organizzata può permettersi di versare sull’unghia il prezzo di acquisto all’asta perché deve “ripulire” enormi quantità di denaro, si capisce chiaramente come ci si trovi nel bel mezzo della tempesta perfetta. In cui lo stato e il nuovo governo latitano colpevolmente.Sono state presentate da associazioni di volontariato proposte per impedire che gli appartamenti siano svenduti, fissando un limite rispetto al ribasso del valore di mercato. Bisognerebbe vigilare attentamente sulle transazioni per tracciare in maniera trasparente la provenienza del denaro usato. Bisognerebbe vietare gli sloggi, le famiglie vengono cacciate di casa prima ancora che sia venduta “per aumentarne il valore”. Gli sloggi cancellano la Costituzione: le cose, “la roba”, valgono più delle persone.

Bisogna che il nuovo governo –al posto o contemporaneamente allo stucchevole stillicidio di annunci contro ONG ed Europa– si faccia carico di un provvedimento a favore di quelle famiglie impoverite ed indebitate che hanno massicciamente votato i partiti che lo compongono.Ha promesso di aiutare le famiglie, di non renderle più carne da macello per creditori e fondi avvoltoio? Ha promesso di aiutare le famiglie, di rendere più difficili gli sfratti? È il momento di dimostrare che questo esecutivo giallo-verde non è buono soltanto su Facebook. Si vedrà.

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