Cristiano Ronaldo alla Juve: tutti i pro (e i contro) dell'operazione

Un investimento complessivo da 360 milioni di euro in quattro anni. Vale davvero la pena fare questo investimento?

Marco Scotti
Cristiano Ronaldo alla Juve: tutti i pro (e i contro) dell'operazione

C’è chi l’ha definito l’affare del secolo, chi del millennio, chi come il più importante accordo nell’evo moderno del calcio. Tutti concordi, quindi, nel definire l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus come un colpo “gobbo” (gli juventini non se ne abbiano a male). Ma è davvero così? CR7 è un uomo di 33 anni che nella propria carriera ha segnato 660 goal: una mostruosità. È anche un brand che vale quanto una media impresa: nel solo 2017 ha guadagnato 108 milioni di dollari (secondo la rivista Forbes), frutto in buona parte di accordi commerciali extra-calcio che gli hanno permesso di occupare la terza posizione assoluta nella classifica degli atleti più pagati al mondo. Ha un accordo a vita con la Nike che potrebbe fruttargli un miliardo di euro, oltre ad altri “endorsement” con Herbalife, EA Sports, American Tourister oltre a un proprio marchio che produce scarpe, intimo, profumi, jeans e perfino accessori per bambini. È seguito sui social network da oltre 322 milioni di persone.

Far cambiare casacca a un campione del genere, vincitore delle ultime tre edizioni della Champions League con il Real Madrid, non è ovviamente operazione gratuita. Intanto c’è il prezzo del cartellino, quantificato in almeno 100 milioni (secondo la Gazzetta dello Sport). A questo bisogna aggiungere la commissione da corrispondere al suo agente, Jorge Mendes. Se per Emre Can – l’ultimo acquisto completato dalla Vecchia Signora - per il cui cartellino non è stato speso un solo euro si sono dovute prevedere circa 16 milioni di euro di commissioni, non è difficile immaginare che per Ronaldo si dovranno mettere a bilancio almeno cifre analoghe. E siamo a 120 milioni circa. Poi si passa al capitolo ingaggio: i beneinformati parlano di un netto intorno ai 30 milioni per quattro anni. Calcolatrice alla mano e vista la fiscalità italiana, la Juventus dovrà mettere in preventivo 240 milioni di euro. Quindi l’arrivo di Ronaldo costa circa 360 milioni complessivi, che vanno “ammortati” sui quattro anni di contratto, quindi 90 milioni all’anno. Le previsioni per l’anno fiscale 2017-2018 (che nel calcio si chiude il 30 giugno) elaborate da Calcio e Finanza parlano di un fatturato intorno ai 540 milioni di euro (in calo rispetto all’esercizio precedente di una ventina di milioni, anche se non va dimenticato che lo scorso anno la cessione di Paul Pogba aveva fruttato oltre 100 milioni), con costi in aumento a 427 milioni di euro, un EBITDA in calo a 111 milioni di euro e, soprattutto, un bilancio in rosso per oltre 30 milioni di euro dopo tre esercizi chiusi con il segno più. Messa così, quindi, sembra naturale che per finanziare l’acquisto di CR7 serva almeno una cessione eccellente. Anche perché la Juve non ha ceduto nessun cartellino (Buffon ha concluso il proprio contratto), ma ha dovuto procedere all’acquisto di calciatori per complessivi 232,9 milioni di euro.

C’è però un grande plus: Cristiano Ronaldo significa vendere più magliette, poter registrare il tutto esaurito in ogni singola partita allo stadio (che già oggi frutta alla Juventus oltre 70 milioni di dollari all’anno), immaginare nuovi accordi con sponsor e quindi far crescere ulteriormente i ricavi. Attualmente il Real Madrid fattura almeno un centinaio di milioni di euro più della Juve. Quanto vale CR7? Secondo molti, da solo potrebbe far fare un balzo del 30% agli introiti complessivi, ovvero in una forchetta stimata tra gli 81 e i 102 milioni se si considera contestualmente l’aumento dei costi della gestione ordinaria.

Dal canto suo, Cristiano Ronaldo, oltre che per il lauto stipendio che lo aspetta, può gioire per un altro motivo. Nella Legge di Bilancio 2017 è contenuta una postilla che vorrebbe incentivare i grandi ricchi che si trasferiscono in Italia a restare nel nostro paese: i redditi prodotti all’estero, indipendentemente dall’ammontare, vengono tassati con una somma pressoché simbolica, cioè 100mila euro. Quindi Ronaldo vedrà i suoi oltre 70 milioni provenienti da altre attività sostanzialmente intatti a fronte del pagamento dello 0,0014%. Mica male, altro che flat tax.

La notizia ha fatto talmente entusiasmare gli italiani che alcuni hanno proprio perso la testa. E non parliamo di torinesi esultanti all’ombra della mole, ma di chi gestisce l’account Twitter del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – che in questi giorni sta vivendo momenti particolarmente agitati – che ha scritto: “Che colpo non solo per la Juventus ma, speriamo, per il calcio italiano”. Poco più di un’ora dopo il tweet veniva prontamente rimosso con delle scuse che incolpavano un “banale scambio di account”.

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