Uber in profondo rosso
punta a salvarsi a Wall Street

Redazione Web
Uber in profondo rosso punta a salvarsi a Wall Street

Uber, il colosso degli anti-taxi, starebbe trattando per acquistare la sua controparte e concorrente mediorientale, Careem. Fondata a Dubai nel 2012 come servizio web per la prenotazione di auto aziendali, Careem è oggi la società leader nel settore dei viaggi in Medio Oriente, Nord Africa, Pakistan e Turchia. Vale circa 1,5 miliardi di dollari. Per Uber, quest’acquisizione – osservano gli analisti – serve essenzialmente a “diluire” al meglio i costi di marketing. In un’ottica di affannosa ricerca della redditività. Perché Uber è famosissima, vive di “legal dumping” – cioè non pagando tasse e costi che i suoi concorrenti originari cioè i tassisti “normali” devono invece pagare, eppure non guadagna! Anzi: nel 2017 ha perso ben 4,5 miliardi di dollari. Uno sproposito! Nel 2016 ha venduto le sue attività in Cina alla locale concorrente DiDi, ha ceduto le sue attività nel Sud-Est asiatico e si è fusa in Russia. Ma ancora non basta per quotarsi in Borsa, dove Uber vuole sbarcare l’anno prossimo. Auguri a chi ne comprerà le azioni...

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