Le opinioni degli italiani,
come un eterno pendolo

Marco Scotti
Le opinioni degli italiani, come un eterno pendolo

Gli italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e, soprattutto, di indecisi. I nostri concittadini, infatti, quando chiamati a pronunciarsi su dei temi sono soliti dire tutto e il contrario di tutto, sia in politica che in economia. Prendiamo ad esempio la questione della casta (o della kasta, in ossequio alla nuova ortografia del web): tutti addosso ai politici, abbasso i vitalizi, processi pubblici in piazza. Poi però il blog dei 5 Stelle lancia un semplice sondaggio: “volete l’abolizione dei vitalizi”? E tutti ad aspettarsi un plebiscito a favore del sì. Nossignore: i no trionfano con il 70% dei voti. Non contento, il blog delle stelle riprova a fare analoga domanda relativamente alla Sicilia, la regione italiana famosa per una gestione della cosa pubblica non esattamente risparmiosa (basta vedere il numero di forestali o di impiegati comunali per 100mila abitanti). Risultato diverso? Nemmeno per idea, con analoghe percentuali i militanti vogliono tenere i vitalizi.

Cambio scenario: il rapporto con il retail. Tutti pronti a usare internet, a gridare alla meraviglia quando si scopre che si può comprare qualsiasi cosa a prezzi sostanzialmente più bassi. Le banche? Inutili. Le agenzie di viaggio? Ladri matricolati. I negozi di prossimità? Vetusti. Peccato che poi le evidenze ci dicano esattamente il contrario: gli italiani come vedrebbero la chiusura delle filiali di banca? In modo estremamente negativo, perché poi alla fine chi risolve i dubbi di qualche anziano che non vede ancora accreditata la pensione? E le agenzie di viaggio? Altro che contrazione con internet: prosperano e vincono con il sistema vecchio come il cucco del face-to-face. Che non significa altro che avere un interlocutore fisico che ci protegge nel caso qualcosa vada storto (e, ahinoi, succede più spesso di quanto si pensi). Allo stesso modo i negozi sotto casa: mentre Amazon – e a ruota le grandi catene della GDO – cercano di eliminare i cassieri per sostituirli con casse automatiche e robot, il negozio di prossimità, il panettiere, il droghiere e il macellaio tornano quanto mai di moda. Italiani retrogradi? Non esattamente. Piuttosto stufi di un’innovazione fine a se stessa che non porta valore aggiunto, ma solo un risparmio economico nel breve periodo che si tramuta in un servizio molto peggiore di quello che si otteneva un tempo. Un’indagine di KPMG, per esempio, fotografa come lo scenario competitivo su cui si combatte la “guerra” quotidiana non sia più quello del prezzo, ma quello dell’esperienza. E il panettiere che ci conosce da una vita ci offre una “customer experience” impareggiabile e vincente. Per fortuna!

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