Un Bisonte alla conquista del Giappone

Il brand di pelletteria fiorentina punta ad un fatturato di 36 milioni

Redazione Web
Un Bisonte alla conquista del Giappone

Borse ed accessori, ieri come oggi, sono realizzati in pelle di vacchetta e cuciti, rigorosamente, a mano. Proprio nel capoluogo toscano il brand esordì quando un turista americano, affascinato dalle creazioni, promosse il marchio, e la clientela si moltiplicò. Ma nel 2015 Wanny Di Filippo, senza eredi e con problemi di salute, decise di vendere l’azienda al fondo inglese Palamon Capital Partners. Dal 2017 l’amministratore delegato di Bisonte è Sofia Ciucchi, ex vicedirettore generale di Ferragamo, la quale ha dato vita ad un restyling del brand, reinterprendo linee e forme iconiche in chiave contemporanea, senza stravolgerne lo stile: casual con un tocco chic. La designer inglese Emma Hill è consulente e progetta, insieme al team interno all’azienda, borse; portafogli; cartelle; cinture; portachiavi. Estetica pulita e lineare; materiali di alta qualità; colori che spaziano dai toni naturali della vacchetta alle nuances vivaci e alle righe multicolor sono i punti chiave del marchio. Non solo creazioni iconiche, ma anche collezioni stagionali, con temi e contenuti più “fashion”, sono le proposte del Bisonte. 25 sono le aziende che collaborano con il brand, il quale realizza i suoi pezzi nello stabilimento di Pontassieve, a pochi chilometri da Firenze.

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