I pacifisti di Google
contro gli aiutini al Pentagono

Redazione Web
I pacifisti di Google contro gli aiutini al Pentagono

Quattromila dipendenti di Google hanno firmato una lettera rivolta al Ceo Sundar Pichai per chiedere di fermare tutti i lavori nel business della guerra, e in particolare il progetto Maven. Si tratta di un progetto del dipartimento della Difesa a cui partecipa la divisione cloud di Google, che sta potenziando i droni di sorveglianza con una tecnologia basata sull'intelligenza artificiale, che aiuta i droni a pensare e vedere autonomamente. Il timore è che si stia andando verso macchine in grado di uccidere in modo autonomo. La petizione sottolinea che Google nella sua storia ha sempre evitato lavori di carattere militare, oltre allo slogan “non fare del male”. I dipendenti firmatari vedono come il fumo negli occhi la collaborazione con l'amministrazione Trump, e una dozzina di loro si sarebbero addirittura dimessi in segno di protesta.

In occasione di un incontro presso la sede del Pentagono nella Silicon Valley nel luglio dell'anno scorso, a pochi chilometri dal quartier generale di Google, Milo Medin, un vicepresidente di Google, ha parlato della possibilità di utilizzare l'intelligenza artificiale sugli scenari di guerra. In oltre un decennio di lavoro Google ha sviluppato l'arsenale più formidabile al mondo di ricerca e capacità nel campo sempre più cruciale dell'intelligenza artificiale, e vuole valorizzarlo insieme al sio crescente business del cloud computing. I suoi competitor cercano di aggiudicarsi accordi con il governo, che sul cloud spende miliardi di dollari ogni anno. Chi spende più di tutti è il Pentagono. Lo stesso Medin e il direttore di Alphabet Schmidt, che siedono al “Defense Innovation Board” dello stesso Pentagono, hanno spinto per lavorare con il Governo in campo di contrasto al terrorismo, cybersecuritym telecomunicazioni. Rinunciare a questi accordi significherebbe, per Google, rinunciare a svariati miliardi di dollari.

A quanto si dice, il Ceo Sundar Pichai ha intenzione di prendere il toro per le corna, e sta lavorando con i suoi più stretti collaboratori a una sorta di decalogo dei principi etici che guidi lo sviluppo della potente divisione di intelligenza artificiale. La sua sfida è quella di trovare il modo di riconciliare le radici pacifiste di Google con il suo futuro da protagonista globale in campo di intelligenza artificiale. Come sarà possibile far questo senza dover rinunciare ai progetti in campo militare, è tutto da vedere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

Economy Mag