Nel Microbioma il futuro della terapia tricologica

Uno studio della ricerca Giuliani fa luce sulla disbiosi cutanea come causa delle più comuni forme di caduta dei capelli

Elisa Stefanati

I dati scientifici dimostrano che un microbioma in equilibrio contribuisce allo stato di salute dell’uomo, intervenendo nella protezione da diverse patologie infiammatorie, metaboliche, allergiche

Un  progetto multidisciplinare di ricerca, italiano, specializzato nello studio del Microbioma della pelle e del cuoio capelluto. Si chiama Human Microbiome Advanced Project,  è promosso dalla ricerca Giuliani e ieri sera è stato presentato alla comunità scientifica nell’ambito di un importante simposio a Palazzo Clerici a Milano.  Trilioni di batteri, virus e funghi abitano l’ecosistema del corpo umano. L’insieme di questi microorganismi unitamente alla totalità del patrimonio genetico che essi possiedono,  costituisce il microbioma umano.

La ricerca scientifica sta evidenziando,  di giorno in giorno,  quanto sia fondamentale il ruolo dell’equilibrio dei 100 trilioni di microrganismi che vivono nel nostro corpo per la salute e il benessere. Questo concetto parte dall’intestino, per collegarsi in un asse strettissimo con il cervello e la pelle.

I dati scientifici dimostrano che un microbioma in equilibrio contribuisce allo stato di salute dell’uomo, intervenendo nella protezione da diverse patologie infiammatorie, metaboliche, allergiche. Quando il microbioma  subisce delle alterazioni nel numero e nei rapporti dei diversi microorganismi che lo compongono,  esso va incontro ad uno stato di “disbiosi”.

Gli studi dell’HMAP (Human Microbiome Advanced Project), laboratorio di ricerca scientifica della Giuliani SpA, hanno evidenziato il ruolo della disbiosi cutanea (l’alterazione dell’equilibrio dei veri ceppi batterici tra di loro) in alcune comuni patologie legate alla caduta dei capelli e all’irritazione del cuoio capelluto, in linea con l’eccellenza della ricerca scientifica Giuliani nel campo della biologia e della patologia dei capelli.

Il Dottor Fabio Rinaldi e la sua équipe di ricercatori, hanno messo in evidenza l’alterazione dell’equilibrio  di certi microrganismi che compongono il microbioma dello scalpo e che possono avere un ruolo in forme di caduta dei capelli come l’alopecia androgenetica, l’alopecia areata, e il sempre più frequente lichen planopilare dello scalpo che porta a una reazione irreversibile cicatriziale di caduta.

La rilevanza dello studio è dovuta al fatto che la conoscenza dell’impatto della patologia dello scalpo sul MICROBIOMA,  apre la strada allo sviluppo di approcci terapeutici mirati. “Da questi studi- ribadisce il prof Rinaldi-  nascono evidenze scientifiche che dimostrano come molte in queste situazioni non sia utile combattere un microrganismo in particolare ( la famosa malassetia furfur non è realmente responsabile della forfora e la sua eliminazione con shampoo o lozioni antiforfora antimicotiche provoca anzi al contrario e spesso un aumento di altri microrganismi “cattivi”) si tratta di far luce su nuove opportunità terapeutiche, e in primo luogo raccogliere una serie di informazioni indispensabili per la salute dei capelli e dello scalpo: a  partire dalla frequenza di lavaggio che deve essere frequente ma rispettare completamente la flora batterica d il controllo del pH.  Non meno importante l’indispensabile controllo dell’alimentazione (molto specifica  nei tempi della crono-nutrizione, e nelle sostanze), l’uso terapeutico di probiotici e post-biotici che regolino di nuovo l’equilibrio della flora cutanea”. Se è stato scientificamente provato che un MICROBIOMA in equilibrio contribuisce allo stato di salute dello scalpo, ne consegue che lo studio presentato ieri sera alla comunità scientifica presente a Palazzo Clerici rappresenta con certezza  l’orizzonte futuro della terapia tricologica.

La serata si è conclusa con la visita a palazzo Clerici della sontuosa galleria degli Arazzi con l’intervento del professor Stefano Zecchi che ha parlato di educazione all’estetica.

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