Studio Legale Stefanelli&Stefanelli vince al TAR contro Intercent-Er

La controversia riguardava la procedura per l’affidamento della fornitura di calzature e dispositivi di protezione individuale a favore di tutte le amministrazioni regionali

Redazione Web

Per i Giudici il semplice richiamo al principio di equivalenza ex art. 68 D.Lgs. 50/2016 non può essere utilizzato per distorcere l’oggetto reale dell’appalto, permettendo ai partecipanti di offrire prodotti radicalmente differenti rispetto a quelli indicati nel Capitolato Speciale di gara

Stefanelli & Stefanelli, con l’avv. Andrea Stefanelli vince dinanzi al TAR Emilia Romagna (Bologna, Sez. II, n. 345/2018, 19/04/2018) il ricorso promosso dalla Volta Professional S.r.l, nei confronti di INTERCENT-ER (Centrale di committenza regionale) e della Flower Gloves S.r.l. (aggiudicataria controinteressata).

La controversia riguardava la procedura per l’affidamento della fornitura di calzature e dispositivi di protezione individuale” a favore di tutte le amministrazioni regionali. Il ricorso presentato dallo Studio Stefanelli & Stefanelli per la propria assistita (posizionatasi seconda nella graduatoria finale) contestava l’aggiudicazione di un lotto alla Flower Gloves, che aveva offerto prodotti “difformi” rispetto alle rigide specifiche tecniche previste in gara. In particolare, il Capitolato e il Disciplinare erano chiari nel prevedere che i requisiti tecnici dei prodotti offerti non potessero discostarsi dalle specifiche tecniche “minime” indicate a pena d’esclusione. 

Al contrario, sia la difesa di Intercent-Er S.A. che della controinteressata avevano sostenuto che il giudizio di conformità, espresso dalla Commissione Giudicatrice sull’offerta Flower Gloves, dovesse intendersi quale “dichiarazione di equivalenza” dei prodotti offerti rispetto alle caratteristiche tecniche minime della lex specialis. Il TAR disponeva una Verificazione tecnica per verificare l’effettiva difformità dell’offerta tecnica dell’aggiudicataria, che veniva effettivamente riscontrata all’esito della CTU.

Per tale ragione il T.A.R. accoglieva il ricorso, stabilendo che il principio di equivalenza– il cui fine è quello d’evitare ingiustificate restrizioni della concorrenza – non può essere tuttavia invocato quando la lex specialis circoscriva l’oggetto dell’appalto ed abbia definito nel dettaglio le caratteristiche tecniche dei dispositivi richiesti. In altri termini, tale principio non può estendersi al punto da permettere ai concorrenti di offrire prodotti totalmente diversi rispetto a quelli originariamente previsti dal C.S., in spregio della par condicio e in danno dei concorrenti che si sono attenuti pedissequamente alle indicazioni della lex specialis.

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