I comunisti cinesi
non mangiano i bambini

Redazione Web
I comunisti cinesi non mangiano i bambini

Uno studio di Daniel Mattingly, professore di scienze politiche all’Università di Yale, rileva che lo stile di comando del regime cinese, pur sempre repressivo, sia divenuto più morbido negli ultimi tempi. "La Cina ha livelli straordinariamente alti di capacità statale, specialmente per un paese in via di sviluppo", ha detto Mattingly, che sta scrivendo un libro su come l'autocrazia cinese esercita il potere, e sostiene che il governo cinese usa un tocco leggero, nel persuadere le persone ad accettare politiche che sequestrano le loro case e limitare la loro libertà di avere figli. Mentre i leader cinesi hanno strumenti di repressione a loro disposizione tipici degli stati autocratici - polizia segreta, censura e sorveglianza - Mattingly ha scoperto che tendono a preferire la persuasione e la “pressione tra pari” a severe misure di polizia. "Si affidano alla pressione personale per ottenere che le persone si conformino a queste leggi", ha detto. "Si infiltrano in gruppi della società civile apparentemente autonomi - organizzazioni religiose, associazioni di quartiere, gruppi di affinità locali o clan - e li usano per influenzare tranquillamente le persone".  Importante la svolta del 2015: dopo aver seguito la politica del figlio unico sin dalla fine degli anni '70 per timore che la popolazione aumentasse troppo, il governo ha permesso alle coppie sposate di avere due figli. Ebbene, sia gli espropri di terreni compiuti per urbanizzare, sia la politica del figlio unico, secondo Mattingy, sono stati compiuti senza dispiegare polizia in assetto antisommossa ma mandando i funzionari del governo locale porta a porta per cercare di convincere le persone.  Ecco la ragione – conclude il ricercatore - per cui il Partito comunista cinese ha accresciuto la sua popolarità negli ultimi anni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

Economy Mag