Consulenti fiscali correi
se il cliente è imbroglione

Redazione Web
Consulenti fiscali correi se il cliente è imbroglione

Attualissime innovazioni in materia di evasione fiscale: collegate e conseguenti all’evoluzione, oramai costante e giornaliera, della giurisprudenza legata alle sentenze della Corte di Cassazione. Sono nate nuove linee guida dentro le quali si è mossa anche la stessa Agenzia delle Entrate, ora in grado di valutare eventuali ricorrenze e ripetitività riscontrate nelle irregolarità di contribuenti che si avvalgono di un medesimo Studio Professionale.

Quando un consulente ha la consapevolezza dell’attuazione di una frode fiscale di un proprio cliente, si attiva la responsabilità in concorso nel reato tributario specifico ed a nulla valgono le attenuanti che non sia l’ispiratore e/o l’artefice degli illeciti. Esiste poi l’aggravante quando il consulente è dedito alla predisposizione e gestione con abitualità e ripetitività nella organizzazione di modelli seriali nell’evasione. E’ qui che la Corte di Cassazione si è ripetutamente espressa circa una responsabilità diretta del professionista che attua reati tributari in uno con i propri clienti. Vi è poi l’aggravante del dolo quando il consulente ha una responsabilità diretta essendo l’ispiratore della frode posta in atto dai propri clienti, il tutto alla luce della recentissima sentenza dei giudici di legittimità n.199/2018. I giudici hanno acclarato il concorso nel reato del contribuente da parte del professionista anche quando quest’ultimo sia semplicemente consapevole che il cliente vuole porre in essere un'attività delittuosa. Il D.LGS. 158/2015 attinente la riforma del regime penale tributario ha inserito il nuovo comma n. 3 all’art.13/bis del D.LGS 74/2000 prevedendo così un'aggravante della pena fino alla metà ove il delitto di evasione sia commesso da chi pone l’esercizio di attività di consulenza fiscale, intermediario finanziario e bancario, il tutto attraverso la “ costruzione di modelli seriali di evasione”. Esiste oramai  una chiara e ben definita "linea guida”. Si segue il seguente iter:

1) il concorso: quando sono più persone che concorrono nel medesimo reato con volontà di cooperare nel reato stesso;

2) l’ispiratore: concorre nel reato fiscale/tributario del cliente il consulente che ha fornito con volontà un contributo causale o materiale;

3)i soggetti: la Cassazione definisce per professionista chiunque nell’esercizio della propria professione svolge attività di consulenza fiscale sia essi commercialisti che avvocati, che consulenti;

4) la consapevolezza: la condotta dolosa per il professionista esiste anche nella semplice conoscenza del fatto che si stia ponendo in essere una frode fiscale;

5) l’aggravante: è posta in essere con il già citato D.LGS 158/2015;

6) il conseguente sequestro: quando è disposta la misura cautelare degli attori del reato parte il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca per l’equivalente in capo a ciascun concorrente indifferentemente, a prescindere dall’arricchimento personale di ciascuno.

Fabio Accinelli

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