Tesla brucia 12 milioni al giorno ma vale più di Ford in Borsa

Caro Elon, è il momento di vedere se bluffi

Aver puntato tutto sulla mobilità elettrica senza aver mai spinto sull'infrastruttura di ricarica potrebbe tramutarsi in un clamoroso autogol

Marco Scotti
Tesla, un brutto marzo per un altro mito in caduta

Diciamocelo: abbiamo tutti sognato di poter guidare un’auto bellissima e super tecnologica come Tesla. Abbiamo sperato che fosse l’avvenire della mobilità, in cui città ormai oberate da smog e veicoli inquinanti si riscoprissero spazi silenziosi e a misura d’uomo. Abbiamo confidato che la nostra idea di futuro di quando eravamo bambini, in cui le automobili si spostavano per aria senza più pericolose emissioni fosse ormai diventata realtà. E invece no. Tesla, lo diciamo con convinzione, è un bluff, che però ora ha scocciato e deve essere svelato.

Prima di tutto: i conti dell’azienda sono un colabrodo. C’è una necessità di capitale tra i 2,5 e i 3 miliardi di dollari; ogni giorno vengono bruciati 12 milioni di dollari di capitale. E sul versante del prodotto non è che le cose vadano molto meglio. Parliamo di macchine molto costose (da 93.000 a oltre 170.000 euro), con soluzioni avveniristiche e una tecnologia all’avanguardia che però non garantiscono un’autonomia comparabile a quella di un veicolo alimentato a carburante o a metano che non permettono ancora una mobilità intelligente. Per carità: percorrere quasi 600 km (come dichiarato dallo showroom sul sito) con un “pieno” di elettricità è un dato interessante da cui ripartire. Ma che non giustifica un investimento così elevato.

È vero, non è certo colpa di Musk se manca totalmente l’infrastruttura, almeno nel nostro paese, e di conseguenza fare rifornimento fuori dalle grandi città è quasi impossibile. Ma la capienza della batteria, ecco quella sì: Elon, siamo proprio sicuri che non si possa fare di meglio? Da una società che fattura poco più di 11 miliardi e ha una capitalizzazione di borsa superiore a Ford (che pure ha ricavi per quasi 160 miliardi) ci si aspetterebbe uno sforzo superiore! E invece Musk è riuscito in un piccolo capolavoro: ha sedoto il mercato garantendo una rivoluzione che per ora proprio non si vede. Per colpe prevalentemente non sue, sicuramente, ma anche per tante piccole furbizie di marketing che ora stanno venendo al pettine e che rischiano di rappresentare un pericoloso precedente.

Anche perché il mondo ha creduto al sogno di Tesla, e ha deciso di puntare tutto sulla mobilità elettrica quando ancora non ci sono gli strumenti e le tecnologie per renderla pervasiva, demonizzando la benzina e soprattutto il diesel. È giusto, ad esempio, che una città come Milano voglia mettere fuori legge i diesel euro 3,4 e 5 entro il 2021 anche se questo significa un aggravio clamoroso per la collettività sia per l’acquisto di nuove vetture non inquinanti, sia per gli inevitabili incentivi che rischiano di drogare ancora una volta un mercato che aveva ripreso a marciare sulle proprie gambe? O si risolvono queste contraddizioni, oppure la bella favola di Tesla rischia di concludersi senza il tradizionale “e vissero felici e contenti”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

Economy Mag