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Brebemi come una calamita
l'autostrada attira-business

Non solo è stata premiata come il miglior project financing strutturale d'Europa: a soli tre anni dall'apertura, la nuova asse viaria ha già attirato 18 nuovi insediamenti industriali, tra cui Porsche e Amazon

Sergio Luciano
Brebemi come una calamital'autostrada attira-business

«Una bella, ulteriore conferma della qualità internazionale della nostra autostrada: dopo Amazon, anche Porsche ha scelto Brebemi”: contiene a fatica l’entusiasmo Franco Bettoni, presidente – e “padre” morale - della Brebemi, l’autostrada A35 che unisce Milano con Brescia saltando la sovraffollata A4 e passando a Sud per Treviglio. Un’arteria che dopo quattro anni di altissimi standard di qualità – uno dei migliori asfalti d’Europa, corsie più larghe dello standard e 300 telecamere di sorveglianza, per citarne qualcuno – ma anche anni di fucileria avversaria da varie impensabili controparti, sta finalmente decollando. “E noi stiamo decollando come risultati economici”, aggiunge il presidente, “con il traffico che quest’anno sta aumentando del 18 per cento sul 20% di incremento già incamerato nel 2018. La gestione caratteristica ci dà un ebitda del 65% perché i costi sono efficientissimi in linea con i migliori parametri europei. E intanto il nostro territorio è già ampiamente decollato”. 

Il traffico sta aumentando del 18% dopo aver incamerato un +20% nel 2018. La gestione caratteristica mostra un Ebitda del 65%

Per i teorici della “decrescita felice” e i cantori occhiuti e diffidenti del bilancino costi-benefici, la parabola della Brebemi dovrebbe essere uno shock, se fossero capaci di shockarsi. Costi di realizzazione di 1,8 miliardi e 1,5 di benefici economici di sistema già contabilizzati in quattro anni. Davvero la Porsche è solo l’ultimo dei successi. L’azienda automobilistica tedesca, sinonimo nel mondo di stile, potenza e prestazioni, ha scelto l’autodromo di Castrezzato, in Franciacorta (4000 posti sugli spalti, oltre 2,5 chilometri di anello, 12 curve) per farne un  importante punto  di riferimento per lo sviluppo dell’auto elettrica  “Ma la verità è che lungo il nostro asse si è sviluppato un indotto formidabile, logistico e industriale”, osserva Bettoni. E i dati gli danno ragione. Un recente studio dell’Agici – società di ricerca guidata dal professor Andrea Gilardoni, titolare di Economics and management alla Bocconi – rivela che dal 2017 (anno di apertura effettiva dell’autostrada con il collegamento diretto all’A4) ad oggi sono stati varati lungo la nuova asse viaria 18 insediamenti industriali di cui 6 già operativi, acquistati 2,8 milioni di metri quadrati di superfici di cui 940 mila edificabili per altrettanti impianti e fatti già 913 milioni di euro di investimenti, contrattualizzati 3.620 lavoratori dipendenti e riscossi 22,6 milioni di oneri di urbanizzazione dai Comuni (per non parlare dell’Imu).Dunque la Brebemi ha indotto un aumento del 9,9% dei posti di lavoro tra il 2017 e il 2018, le compravendite immobiliari nelle zone servite (Treviglio-Romano di Lombardia-Montichiari) sono cresciute del 51% e le nuove costruzioni del 48%.

Presidente, un boom?

Prego: vorrà dire l’inizio di un boom… In tre anni l’autostrada ha determinato, direttamente e indirettamente, la creazione di oltre 5.000 mila posti di lavoro. E il trend continuerà. Siamo in una delle zone più ricche, dinamiche e prima di noi peggio collegate d’Italia. Ora è quella collegata meglio. Stanno iniziando ad operare i camion dei due insediamenti logistici di Italtrans e, a fine anno, di Chromavis e Akno… L’Esselunga sta investendo 300 milioni per il suo hub con oltre 1000 dipendenti a Ospitaletto, stanno ultimando la bonifica dell’area che era di un’ex acciaieria. Lo stesso fa la MD comprando l’altra ex-area di acciaieria di Antegnate, 400 mila metri quadrati…  E poi Amazon che da quando ha aperto pochi mesi fa a Casirate, sta facendo numeri importanti. 

Dunque il boom continuerà?

Senza dubbio!

Va bene, le crediamo, perché oggettivamente lei è un manager credibile. E allora: quali altri investimenti?

Abbiamo scelto la strada dell’elettrificazione e la porteremo fino in fondo. Vorremmo essere una delle prime autostrade a proporre la guida autonoma. In questa progettualità che prevede interventi su tutta l’infrastruttura s’inserisce perfettamente il nostro piano di digitalizzazione, che ci permetterà di essere tra i primi a poter assicurare la copertura 5G con tutta la trasmissione e la sensoristica necessaria.

Un recente studio delll'Agici rivela che dal 2017 a oggi sono stati varati lungo la Brebemi 18 insediamenti industriali di cui 6 già operativi

Una roba da Silicon Valley…

Ma questa è infatti la Silicon Valley della logistica. E il nostro obiettivo strategico è quello di far nascere qui un vero e proprio distretto della logistica dell’alta tecnologia. Perché le grandi infrastrutture sono ancora – piaccia o meno – il driver dell’economia, di tutta l’economia. Questa è la realtà. Naturalmente vanno progettate, realizzate e gestire con professionalità, trasparenza, assoluto rispetto dell’ambiente.

E voi siete sicuri di averlo fatto?

Ancora una volta: lo dicono i fatti. Pensi che nello svolgere i lavori, ogni volta che si reperiva un oggetto d’arte, lo si consegnava alla Sovraintendenza alle Belle Arti, per farlo identificare e stimare. Loro venivano, circoscrivevano l’area, prelevavano i reperti come va fatto e li portavano nei laboratori di restauro. Con questi reperti è nato il museo MAGO di Pagazzano, il Museo archeologico delle Grandi Opere, dove sono state portate alla luce e valorizzate realtà straordinarie dell’Età del Bronzo da Antegnate e da Caravaggio o meraviglie romane dalle necropoli di età romana di Antegnate, Bariano, Caravaggio, Fara Olivana e tantissime altre gemme di alto valore culturale. Ci sono oltre 400 opere catalogate, e faremo una grande mostra, prossimamente, per procedere anche in questo modo nella nostra strategia di valorizzazione del territorio.

Se si guarda alle spalle, cosa ricorda della sfida Brebemi?

La coerenza della nostra realizzazione con l’idea originaria, che risale al ’94: venticinque anni fa. E quest’idea era la valorizzazione dei territori e lo sprigionamento della loro eccezionale attrattività, grazie all’idea lungimirante di un’autostrada ad economia circolare e impatto zero. Oggi la presenza di brand globali straordinari ed globali come Amazon ed altri ci dà lustro, ma sono anche le aziende come Italtrans e tante altre che confermano la qualità della nostra sfida. 

L'infrastruttura sarà la prima a poter assicurare la copertura 5g con trasmissione e sensoristica necessarie per la guida autonoma

Nemici e amici?

Nemici tanti, ma soprattutto amici e sostenitori. Banca Intesa, sicuramente, e il suo presidente Giovanni Bazoli. La Regione Lombardia, con Formigoni prima e Maroni e Fontana poi. Ricordo anche l’ex ministro Di Pietro, dapprima contrario e poi convintosi dell’opera e proattivo nel sostenerla. A vantaggio davvero di tutti: pensi solo ai 300 milioni di euro distribuiti agli agricoltori proprietari dei terreni espropriati…

Dovesse scegliere un solo indicatore per esprimere la forza di Brebemi?

Le candele votive vendute al santuario di Caravaggio da quando operiamo noi: il 30 per cento in più di prima!

La valutazione costi/benefici, un termometro da utilizzare ma senza paraocchi per capire il valore delle infrastrutture 

La valutazione costi-benefici delle grandi opere è «sostanza» o «accidente»? Il dualismo con cui Aristotele divise la realtà, caro ad Alessandro Manzoni,  merita la stessa ironia se applicato, oggi, alle infrastrutture che l'autore dei Promessi Sposi utilizzò per prendere in giro il personaggio di Don Ferrante. Il nobiluomo, studioso di filosofia, non ritenendo che la peste fosse «sostanza» e considerandola «un accidente», non adottò precauzioni, la contrasse e ne morì. Oggi la pretesa di paragonare i benefici, per definizione incerti perché futuri, con i costi di realizzazione che sono invece certi si sta risolvendo in una specie di paralisi del sistema. Il che si riverbera in una paralisi dell'economia in interi distretti, e dell'industria edilizia in particolare, che è da sempre uno dei motori del Paese. Per misurare correttamente il rapporto tra il costo certo di un'opera e i suoi benefici futuri occorre togliersi i paraocchi, tener conto delle esperienze del passato - anche quelle positive - e insomma non permettere che fattori ideologici remino contro. Realismo, sì; prevenzione no. Facile a dirsi... (s.l.)

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