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La sicurezza in azienda
è questione di intelligenza

Rendere smart le tecnologie esistenti preservando gli investimenti già effettuati in hardware, software e connettività: è il core business di Secursat, che aiuta i clienti a ripensare i propri modelli organizzativi

Davide Passoni
La sicurezza in aziendaè questione di intelligenza

Dati sensibili, informazioni corporate riservate, strategie di business… La gestione della sicurezza di un’impresa non si limita alla protezione dei beni fisici, ma coinvolge l’intera architettura aziendale. Una sfida che è cresciuta nel tempo, man mano che l’evoluzione tecnologica e l’ingresso nel mercato di nuovi prodotti intelligenti hanno stimolato le imprese a ripensare e riprogettare ciò che fanno e il modo in cui lo fanno. Questi stessi prodotti hanno ridisegnato i confini tra gli scenari competitivi, creandone di nuovi e costringendo le aziende a rivedere i propri modelli per la ricerca di sviluppo del business e di creazione del valore. Tutto ciò in un momento economico complesso, nel quale le imprese sentono come critico e necessario l’aggiornamento tecnologico, ma temono di orientare gli investimenti su aree di business percepite come tradizionali e prive di valore. In questo contesto operano aziende come Secursat, attiva nella progettazione e nell’analisi di modelli e strategie di sicurezza dal 2013. Secursat si è posta l’obiettivo di aiutare le aziende a individuare soluzioni e prodotti per rendere intelligenti le tecnologie esistenti, preservando dunque gli investimenti già effettuati in hardware, software e connettività da parte delle imprese. «Siamo nati in piena crisi economica, in un periodo di sofferenza specialmente per le banche, il principale mercato di riferimento per chi si occupa di sicurezza privata. Il nostro approccio è stato quello di aiutare i clienti a ripensare i propri modelli organizzativi, consigliando loro di preservare ciò in cui avevano investito, entrando nei loro processi operativi già esistenti e rendendoli intelligenti». A parlare è Giuseppe Calabrese, fondatore, amministratore delegato e socio di maggioranza di Secursat, con alle spalle una carriera tra pubblico e privato, prima all’interno delle forze dell’ordine e poi in aziende internazionali operanti nel settore della sicurezza, in Italia e all’estero. Calabrese ha sviluppato il modello di business di Secursat rivedendo il concetto tradizionale di sicurezza e ridisegnandolo in un perimetro più ampio, che coinvolge la tutela del business e il governo dei processi. Ciò che rende intelligenti i prodotti non è infatti la natura degli apparati ma, secondo Secursat, la capacità di integrare le funzionalità di prodotti tradizionali attraverso piattaforme smart. Il tutto unito a una gestione efficace che consente di realizzare il vero cambiamento, guardando oltre le specifiche tecnologie e identificando la natura delle trasformazioni necessarie. 

L’approccio di Secursat parte dalle componenti fisiche tradizionali dei sistemi di security, composte da parti meccaniche ed elettriche, rendendoli sistemi intelligenti grazie a software, microprocessori, sistemi operativi integrati e a ciò che serve per ampliarne la capacità. L’utilizzo della connettività ne aumenta poi il valore. «Per noi la connettività è uno strumento per realizzare i nostri progetti e abbiamo le competenze giuste per gestirla in maniera sicura», prosegue Calabrese. Attraverso un utilizzo intelligente di questa connettività si realizza lo scambio di informazioni tra il prodotto, il suo ambiente operativo, gli utilizzatori e gli altri sistemi, preservando l’esistente e accompagnando le aziende verso scelte tecnologiche razionali, compatibili con i budget, con gli investimenti in essere e con quelli pianificati. Sulla base della propria visione innovativa di gestione della sicurezza, Secursat ha dunque sviluppato un modello di business che prevede una completa gamma di soluzioni e servizi. «La soluzione centrale è diventata per noi la consulenza - prosegue Calabrese - ossia la capacità di analizzare strumenti e strutture tecnologiche esistenti e verificare, senza fare stravolgimenti, l’adeguatezza dell’esistente ai rischi attuali e agli scenari di rischio prospettati, mettendo nelle condizioni l’azienda di  fare investimenti intelligenti e razionali. Questa parte di consulenza rappresenta oggi il 15% del nostro fatturato ed è strategica, perché ci aiuta a capire ciò che il cliente ha e a renderlo efficiente, in un percorso di investimento tecnologico adeguato agli scenari di rischio. La consulenza è ciò che oggi ci differenzia da tutti gli altri player del settore».

Il fondatore Giuseppe Calabrese alle spalle ha una carriera a cavallo tra forze dell’ordine e multinazionali della sicurezza

Il modello di business di Secursat, fondata nel 2013, ha portato significativi risultati economici. Nonostante un periodo di congiuntura sfavorevole, l’azienda ha raggiunto un fatturato complessivo, nel 2018, di oltre 6,5 milioni di euro, con un ebitda del 9% e una struttura di costi indiretti stabile al 20%. L’azienda ha inoltre avviato un percorso di investimenti in ricerca e sviluppo e nuove risorse dedicate alla data analysis, equiparato alla crescita media del fatturato dell’ultimo triennio, pari al 18%, creando contemporaneamente un business etico e sostenibile, caratteristica alla quale il mercato pone sempre maggiore attenzione, attribuendole valore. «Abbiamo un’età media dei dipendenti molto bassa e inseriamo costantemente risorse giovani», spiega il fondatore. «Nel momento in cui ci si interroga chiedendosi se ha ancora un senso lavorare in Italia, noi cerchiamo i giovani talenti migliori, sviluppando un business etico nella misura in cui cerchiamo di dare valore alle persone che lo meritano. Valore che si ritrova anche nelle retribuzioni: i nostri giovani hanno stipendi interessanti e stimolanti nell’evoluzione del mercato. Per noi uno stagista non è una persona che fa fotocopie e un laureato ha una retribuzione adeguata al suo livello. Abbiamo poi adottato un codice etico e ci piace che su questo tutte le nostre persone abbiano una sensibilità comune. Infine, sul lato sostenibilità, abbiamo tutte auto a metano, che per una realtà piccola non è un elemento banale». 

L’architettura del business di Secursat, bilanciata tra diversi segmenti di mercato (Bancario, Retail, Industrie, Energia, Trasporti, Infrastrutture critiche, Real Estate) e differenti tipologie di servizio (Consulenza, Progettazione, Monitoraggio e Assistenza), le consente di affrontare gli scenari evolutivi con la flessibilità necessaria per rendere il proprio business sostenibile, oltre che in grado di accompagnare e anticipare le evoluzioni e i cambiamenti globali. «Anticipare il cambiamento è per noi strategico e fa parte del dna dell’azienda fin da quando è nata», conclude Calabrese: «Lavoriamo da sempre su questa necessità e non avremmo avuto una crescita importante se non avessimo anticipato i bisogni del mercato cui ci siamo rivolti fin dall’inizio e a cui ci rivolgiamo ancora oggi. Il nostro è un approccio predittivo, con la capacità di intuire le dinamiche di ciò che accade al di fuori e ci interroghiamo costantemente sui bisogni dei clienti. Di una banca, per esempio, non ci interessa solo capire di quale sistema di sicurezza ha bisogno, ma vogliamo studiare il piano strategico, capire l’evoluzione economica. Lo stesso vale per i retailer. Non aspettiamo che siano i clienti a farci delle richieste o che arrivino da loro i bisogni: nel momento in cui questo accade, significa che è già tardi. Anticipare e capire i bisogni e proporre delle soluzioni, alle volte rischiando anche di andare troppo veloci, di vederci troppo lungo: questo siamo noi. Il tutto, gestendo in maniera sana la nostra azienda».

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