Surfrcruise, il kayak ibrido che ama l'ambiente

Marco Scotti
surfcruise

Il design è stato curato dallo studio guidato da Fabrizio Rossini ed è in commercio già da un mese al prezzo di circa 3.000 euro. In futuro non si esclude l’idea di realizzare imbarcazioni anche a due posti, ancora più leggere, magari impiegando la fibra di carbonio.

L’idea di questo natante è venuta a Maura Paruzzo, un’imprenditrice torinese che da oltre vent’anni opera nel settore dell’automotive grazie alla sua azienda di lamierati che fornisce l’indotto torinese. Il mare e la nautica sono sempre stati un suo pallino, ma l’incontro con Rossella Schettino ha permesso di mettere in pratica le sue idee, realizzando questo progetto che coniuga i vantaggi del surf ski con la stabilità del kayak. È stata la stessa Paruzzo a finanziare questo progetto, aggiungendo la produzione del Surfrcuise agli altri oggetti già realizzati nell’azienda di famiglia.

«La mia socia Rossella – ha aggiunto l’imprenditrice torinese - è una ragazza giovane, ma conosce il mare da sempre dato che è cresciuta in una famiglia che ha una grande esperienza da questo punto di vista».

Il 29 settembre scorso il progetto è stato presentato ai ragazzi della Scuola secondaria di Orta San Giulio, sull’omonimo lago. Un’altra peculiarità dell’imbarcazione è la possibilità di fermarsi al largo e fare un tuffo senza preoccuparsi di imbarcare l’acqua. Una valvola a depressione, infatti, consente lo svuotamento in pochi secondi del vano appena lo scafo raggiunge una velocità di circa tre nodi, ottenendo una maggiore capacità di cavalcare le onde e un incremento della stabilità dell’imbarcazione, grazie al drenaggio dell’acqua accumulata.

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