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Il trading è più facile
con le chiavi giuste

Ha sedi a Londra, Dubai, Mauritius e Nuova Zelanda, ma l’anima della piattaforma Key To Markets è tutta italiana. Dal 2016 è disponibile la tecnologia Pamm, che facilita i trader meno esperti. E per il futuro...

Marco Scotti
Il trading è più facilecon le chiavi giuste

Una boutique del trading nata a Londra ma con un’anima tutta italiana.Giunta a dieci anni dalla fondazione, l’azienda continua a crescere rapidamente, sempre capitanata dai due fondatori Giancarmelo Spampinato e Andrea Sabatini. «Il progetto in realtà nasce addirittura nel 2007 – ci spiega Sabatini – quando io e il mio socio lavoravamo per un broker e la sera facevamo “scouting” in giro per Londra, ovvero ricerca di investitori, definizione dei business plan e via dicendo. La nostra idea era di dare vita a un nuovo broker». I primi tre anni sono complicati, gli incontri si chiudono con un nulla di fatto per un circolo vizioso che troppo spesso si verifica: i potenziali investitori vogliono la lista dei clienti, ma come ottenere clienti senza avere un capitale da cui partire e senza aver ancora avviato la società? Poi, nel 2010, l’incontro che cambia le carte in tavola: quello con un big player attivo nel settore dell’energia, che decide di credere nel progetto e di finanziarlo. Dopo una promettente fase di start-up, il passaggio successivo, tre anni dopo, è aprire una sede in Nuova Zelanda, a Auckland. E questo perché il mercato più forte, allora come adesso, è quello asiatico. «I giapponesi – chiosa Sabatini – sono i trader più accaniti che ci siano, tanto che da qualche tempo sono state introdotte severe limitazioni agli stranieri per agire in terra nipponica nell’ambito dei servizi finanziari. Ma noi volevamo attaccare quel mercato e avvicinarci dal punto di vista geografico». La prima svolta veramente significativa avviene nel 2016, quando Key To Markets acquisisce i suoi server dando vita ad una struttura IT autonoma, finalizzata a ridurre i tempi di esecuzione del trade, oggi approssimabile a 5 millisecondi.

«Nello stesso anno, in seguito all’introduzione delle Social Pamms - aggiunge Sabatini - abbiamo moltiplicato il numero dei nostri clienti aprendo le porte anche a trader meno esperti, grazie all’opportunità di replicare le operazioni dei trader professionisti». Nel 2017 viene inaugurata un’altra sede, questa volta a Dubai, per presidiare il mercato del Medio Oriente. Nel 2018 viene compiuto un altro importante passaggio tecnologico con la migrazione di tutte le informazioni e operazioni della clientela dai server fisici al cloud di Microsoft Azure. Questo per garantire maggiore sicurezza alla clientela, dal momento che si moltiplicavano gli attacchi hacker verso questo tipo di piattaforme. Infine, lo scorso anno è stata aperta la sede alle Mauritius. «L’abbiamo fatto – ci spiega il fondatore – per garantire flessibilità ai nostri trader nella selezione della leva finanziaria. Negli ultimi anni infatti, l’Esma ha abbassato il rapporto leva massimo a uno a trenta, mentre grazie alla regolamentazione delle Mauritius possiamo continuare ad offrire una leva decisamente più alta». 

Key To Markets celebra i primi dieci anni di attività avendo già le idee ben chiare su quale sia la prossima “killer application”: si tratta di un istituto di pagamento, Key To Pay, che dialoga direttamente con il conto che l’investitore ha sulla piattaforma. In questo modo, i guadagni del trading diventano automaticamente fondi disponibili in tempo reale sulla propria carta. «Il mondo bancario – aggiunge Sabatini – sta diventando molto rigido, mentre noi vogliamo realizzare un sistema automatizzato in cui la sicurezza e la tracciabilità siano garantiti, grazie all’utilizzo di applicazioni basate su intelligenza artificiale applicata». Quali sono i punti di forza di Key To Markets? In primo luogo la sua italianità, nonostante una presenza globale piuttosto significativa. Non si tratta di un dettaglio o di una vocazione all’italianità a ogni costo, ma piuttosto di una predisposizione culturale che permette di capire meglio di altri le esigenze della clientela.

La piattaforma su cui poggia Key To Markets è la più diffusa al mondo, ma a fare la differenza sono i servizi accessori. «Siamo una boutique del trading – ci racconta Sabatini – abbiamo clienti con depositi medi più alti rispetto ai nostri competitor. Grazie al Pamm, infatti, sono attivi sulle nostre piattaforme tantissimi fondi di investimento e gestori per i quali il nostro reparto tecnico realizza soluzioni tailor made estremamente personalizzate. Il punto di incontro tra i servizi offerti a professionisti e investitori privati è l’utilizzo della tecnologia ECN. Grazie a quest’ultima, infatti, tutti i trades vengono eseguiti nel mercato reale senza l’intervento di intermediari garantendo la massima trasparenza senza costi nascosti. Non esistono dunque, conflitti di interessi, Key To Markets guadagna soltanto dalle commissioni sui volumi transati. Abbiamo a cuore le performance dei nostri trader. Solo chi guadagna, è disposto a continuare ad investire». Proprio per questo motivo è indispensabile creare un ambiente affidabile e sicuro in grado di limitare le perdite anche quando si verificano “Black Swan Events” - secondo la definizione del saggista Nassim Nicholas Taleb che ne parlò per la prima volta a proposito della crisi economico-finanziaria del 2008-2009 che portò al fallimento di Lehman Brothers e al rischio, drammatico, di far finire in ginocchio buona parte dei principali attori del credito e delle assicurazioni a livello mondiale. Si tratta di dinamiche economico-politiche imprevedibili capaci di stravolgere gli equilibri di mercato. Senza arrivare al disastro del Covid-19 che ha fermato il mondo per due mesi, basta pensare a quanto accaduto nel gennaio 2015, quando è stata abbandonata la soglia minima nel tasso di cambio euro-franco svizzero: in quella occasione infatti, abbiamo assistito non solo al fallimento di trader professionisti ma anche di broker affermati. «Quella circostanza – conclude Sabatini – ci ha confermato il valore e l’expertise del nostro team di risk management, grazie al quale abbiamo salvato i capitali dei nostri clienti». L’attenzione di Key To Markets rivolta alla tutela per la copertura dei rischi, è dunque un’altra chiave indispensabile per aprire le porte del successo nell’affascinante, ma a volte insidioso, mondo del trading.

Per informazioni: www.keytomarkets.com/it/

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