Make Yourself a home, le casette smontabili ecosostenibili

Una startup torinese nata con l'obiettivo ambizioso di creare architetture emozionali per l'expanded hospitality

Germana Cabrelle
Make Yourself a home, le casette smontabili ecosostenibili

Dentro quattro pareti si sta al sicuro, fuori all’aperto ci si sente liberi. E se queste quattro pareti fossero di plexiglass e gli spazi all’aperto un luogo incontaminato? Di più: se questa casetta - con anche il tetto trasparente - fosse pure trasportabile da un posto all’altro, a piacimento e non lasciasse tracce sul terreno dove si posa? A queste domande ha riposto concretamente una start-up torinese, nata con il focus del turismo esperienziale, fondata dagli architetti trentacinquenni Fabio Vignolo e Francesca Turnaturi, affiancati ora anche da altri professionisti del settore che insieme costituiscono un gruppo di lavoro multidisciplinare: architetti, ingegneri, project manager nel mondo delle costruzioni sostenibili.

Make Yourself a home – questo in nome dell’azienda - attraverso la progettazione parametrica e l’innovazione tecnologica di un sistema costruttivo brevettato, realizza delle strutture prefabbricate in legno e plexiglass destinate al tempo libero, facili da montare e trasportare.

Si chiamano “Immerso” e rappresentano un’inedita espressione di libertà per ristabilire un contatto profondo con l’ecosistema  e il progetto esprime, in forma costruita, il bisogno sempre maggiore dell’uomo occidentale di vivere a stretto contatto con la natura, immergendosi in essa, per staccare la spina dalla quotidianità e dallo stress della vita urbana. Non solo: il nuovo paradigma di distanziamento che alcuni hotel stanno adottando per adeguarsi alle recenti disposizioni normative in materia di sicurezza sanitaria, potrebbe trovare risposta proprio così, guardando in questa direzione: fuori della finestra, oltre il perimetro dell’albergo, per fruire di spazi open air in grado di assicurare tranquillità e sicurezza ai propri ospiti. Insomma, un nuovo tipo di accoglienza in linea anche con il trend internazionale del fenomeno glamping (camping glamour). Certo, con piccoli investimenti e accorgimenti utili, ma soprattutto sostenibili.

Va da sé che ogni crisi è un push verso l’innovazione e il rinnovamento e quello che sta accadendo al settore dell’hotellerie e della ristorazione globale va sotto il nome di “Expanded Hospitality”. Più chiaro di così.

Architetto Vignolo, alla luce dell’attualità post Covid come è cambiato il vostro focus?

Rimane il turismo esperienziale. Le nostre casette sono pura esperienza: non c’è comfort. La filosofia è vivere la vacanza in uno spazio minimo, come in una roulotte o un camper, immersi nella natura. Proprio per questo le abbiamo chiamate “Immerso”.

Come sono fatte le vostre casette?

Il primo prodotto realizzato è una casa di 6 mq. che abbiamo montato e installato l’anno scorso in alta montagna, in provincia di Torino.  Da quell’esperienza abbiamo rivisto alcuni dettagli fino a definire un sistema costruttivo più efficace per il quale è in itinere una richiesta di brevetto. Ogni modulo è personalizzabile in modi diversi, talylor-made. Il rivestimento esterno può essere opaco o trasparente, schermato o apribile, a seconda delle necessità.

Sono tutte di 6 metri quadrati?

Il nostro sistema costruttivo può essere utilizzato per una serie di prodotti diversi: ripetersi serialmente ed essere messo in opera realizzando costruzioni molto piccole appunto di 6 mq.; oppure modulato con le dovute proporzioni ed accorgimenti fino ad ottenere forme più grandi.

Quindi standardizzate ma anche modulabili?

Sì. Vorremmo dividere il nostro core business in due canali: prodotto e servizio. Quindi vendere le abitazioni seriali che seguono un discorso di ottimizzazione di costi e processi; e dedicarci anche a un servizio più completo, da sviluppare con cubi minimali che sono però strutturati anche con isolamento e servizi igienici.  Il nostro è un sistema costruttivo flessibile che possiamo customizzare su disegno e necessità del committente. Pertanto, oltre alla produzione di moduli Immerso “a catalogo” sviluppiamo progetti che nascono dai bisogni e dalle idee dei clienti: ascoltiamo, ci confrontiamo e creiamo insieme a loro architetture “site-specific” ed emozionali.

Un esempio?

Stiamo mettendo giù dei moduli per un cliente intorno ai 40/50 mq. e la cosa interessante su cui stiamo lavorando è legata anche alle dinamiche sociali, ossia: se noi costruiamo una casa che non è pensata ad essere mutevole nel tempo nella sua conformazione, siamo vincolati ad essa. Ecco l’esempio: sono un single ma poi metterò su famiglia. Perfetto: quello che stiamo facendo noi è una casa a fisarmonica, modulare, alla quale posso aggiungere delle fette attaccate l’una all’altra, seguendo il ragionamento delle mie necessità variabili nel tempo.

La stessa cosa, al contrario: se parto con cinque figli e una moglie, avrò bisogno di una casa di 200 mq. ma nel tempo può succede che rimango single, i figli crescono e vanno all’università lasciando il nido familiare, cosicché quello spazio che avevo pensato essenziale per la mia famiglia diventa un surplus inutile. Ragionando in questi termini – ed è fattibile – una fetta di casa può essere smontata, arrivando a contrarre lo spazio fino a quanto mi serve. I pezzi che rimangono posso cederli se non ne ho più bisogno.  E questo innesca il meccanismo dell’economia di circolo.

In quanto tempo riuscite a realizzare questa tipologia di abitazioni?

In tempi abbastanza rapidi perché abbiamo sviluppato un sistema di progettazione parametrica innovativa: al modello di disegno assegniamo delle regole variabili  (altezza, larghezza, profondità del modulo di edificio) che possono essere trasferite al cliente e comodamente riadattate ai disegni stessi, per infine andare in produzione. La progettazione parametrica è un sistema intelligente che permette di cambiare la forma in velocità.

Qual è il punto vincente delle casette Immerso?

Che non lasciano traccia sul terreno. Sono costruzioni leggere che non hanno bisogno di fondazioni per essere posate. Una volta smesso di usarla, la casa si può smontare, portare altrove, ricoverarla in un magazzino, inscatolarla per trasferirla in un altro luogo e in un altro arco temporale, con il vantaggio di non avere sul suolo alcun tipo di impatto. Sono strutture appoggiate a terra come una tenda. Immerso è adatto ad essere trasportato e montato rapidamente in molti contesti differenti, anche in quelli logisticamente più impegnativi. 

Ne state vendendo molte?

Abbiamo molte richieste, al momento. Per questo stiamo lavorando anche verso un obiettivo più a lungo termine. Il nostro intendimento è quello di creare abitazioni vere e proprie con le stesse logiche di facilità di montaggio e posa in opera di Immerso 6 mq, riducendo moltissimo dubbi, incertezze, ripensamenti e costi di realizzazione. Non ultimo, a livello globale, la questione ambientale legata alla riduzione degli impatti che derivano dal comparto delle costruzioni. Pensare a riutilizzare un materiale che fa parte della tradizione costruttiva dell’uomo fin dalla preistoria - il legno - senza aggiungere acciaio nè cemento armato, è un vantaggio notevole. Noi realizziamo costruzioni che non prevedono processi industriali energivori e non generano impatti negativi lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio sull’ambiente.

I vostri clienti chi sono?

Strutture ricettive innovative che potrebbero avere un business nell’accogliere in clienti: agriturismi, alberghi, Spa, produttori di vino e di olio; ma anche privati identificabili nella categoria dei trentenni che non hanno la possibilità di acquistare una casa normale la cui curiosità e propensione (si tratta di persone che hanno mobilità sociale geografica molto veloce, dipendenti di multinazionali di società sparse in tutto il mondo con velocità continuativa) va nella direzione di non investire in una casa stanziale che tra un paio d’anni dovranno abbandonare perché non hanno una vita stabile e la capacità economica di acquistare e mantenere un immobile. Anche in Italia si sta assistendo a ciò: il mercato immobiliare nei centri urbani e periferici più importanti come Milano o Bologna, è scollato dalla realtà economica dei soggetti potenzialmente acquirenti: c’è una fascia di clienti giovane che difficilmente potrà raggiungere l’obiettivo dei genitori di comprarsi una casa di un certo livello di accoglienza. Queste persone fanno dei ragionamenti: possono pensare di trovare un lotto di terreno e metterci sopra una di queste case prefabbricate. Stiamo riscontrando, soprattutto, nelle generazioni pari alla mia, cioè fra i 30 anni e i 40, un’attenzione meno maniacale al livello di finitura della casa. Si bada  molto più al sodo e alla sostanza più che all’apparenza. In linea con quanto sta accadendo in Canada o in Olanda, dove queste costruzioni stanno avendo un successo e interesse crescente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

Economy Mag