La ricetta vincente per ripartire? La comunicazione

La storia della pasticceria Loison che, causa Covid-19, era rimasta ferma e senza la possibilità di vendere i propri prodotti, soprattutto le colombe. Poi un passaggio in televisione ha fatto decollare le richieste

Germana Cabrelle
La ricetta vincente per ripartire? La comunicazione

“I forni sono spenti e non li abbiamo più riaccesi, se non per fare due prove di ricerca e sviluppo. Dall’inizio del lockdown non abbiamo più impastato né cotto colombe. Nella storia della nostra azienda non abbiamo mai avuto problemi di cassa integrazione. Stiamo perdendo fatturati importanti”.

A riassumere in poche parole la situazione lavorativa attuale della propria azienda è Dario Loison, pasticcere vicentino dal grande acume imprenditoriale, la cui ditta familiare di arte bianca produce dolci pasquali e natalizi dal 1938.  
Per scelta e filosofia della casa, Loison si rivolge al target alto - ristoranti gourmet e negozi di nicchia - privilegiando materie prime  selezionate come la fior di farina prodotta in Italia, il lievito madre, il burro fresco di categoria superiore, le uova da allevamenti padani a terra e la vaniglia naturale di Mananara del Madagascar. Grande attenzione è data anche al packaging, raffinatissimo e curato dalla moglie Sonia Pilla e costantemente progettato e rinnovato ad ogni stagione tanto da essersi trasformato nel brand Sonia Design che rende omaggio ad alcuni tra i più grandi artisti del Veneto: Antonio Canova, Andrea Palladio, Gianbattista Tiepolo.

 

UN MODELLO DI BUSINESS EXCELLENCE

La Loison di Costabissara (Vicenza), per il profilo di sostenibilità che presenta e per il fatto di essere imperniata sull’ottenimento di prodotti genuini con lo sguardo sempre rivolto all’innovazione, è stata oggetto anche di un approfondito studio economico sfociato in una tesi di laurea nel 2016, presa in esame come modello di  business excellence da considerate poiché, le azioni che da tre generazioni mette in atto, innescano un meccanismo virtuoso volto ad ottenere vantaggi immateriali imprescindibili come la fidelizzazione dei clienti, la fedeltà dei dipendenti, l’apprezzamento da parte della comunità e dei consumatori, dei media e dell’opinione pubblica.      Nato come piccolo forno per la panificazione, in 75 anni il laboratorio di Costabissara si è trasformato in un'affermata azienda che ha mantenuto la dimensione artigiana e i cui prodotti sono richiesti in tutto il mondo per il fatto che contemplano i sapori delle antiche ricette coniugati con la giusta attenzione ai nuovi gusti. Insomma: Loison è un’impresa che non sforna solo lievitati ma piccole prelibatezze impregnate di storia e passione. La stangata del coronavirus, però, ha colto impreparato anche il più ottimista dei manager e anche il geniale Dario è realisticamente preoccupato.  
“Il Coronavirus ci ha messo in seria difficoltà in questa Pasqua 2020 – sintetizza Loison - e la campagna delle colombe è stata gravemente segnata da questo effetto, ancor di più per una realtà piccola come noi che lavora prevalentemente con punti vendita specializzati”.

 

L’ EFFETTO MEDIATICO

Ventimila colombe invendute, così fragranti e belle, sono tantissime, cosicché Dario Loison ha comunicato in un’intervista al  primo telegiornale nazionale Rai che avrebbe esteso le operazioni di charity - che peraltro l’azienda agisce sistematicamente da anni - a una fascia più ampia di persone, in special modo facendone dono all’ambito interessato dal Covid-19.

“È bastato quel passaggio televisivo la domenica delle Palme per far fioccare nuovamente gli ordini di acquisto da tutta Italia – spiega il titolare della Loison – cosicché in questa settimana santa ci troviamo travolti dalle richieste da evadere”.

In quel servizio televisivo Dario Loison ha raccontato il fermo della produzione e la conseguente intenzione di estendere la beneficienza. Ciò ha   messo in moto un  meccanismo virtuoso di richieste on-line, tale da comportare un picco di lavoro, tra uffici e reparto stoccaggio, tanto che nell’immediato sono giunte commesse dall’Ordine Ospedaliero di Malta e dalle Cucine Economiche di Mantova.

 “Nei primi cinque giorni abbiamo effettuato oltre un migliaio di spedizioni e ciò è un chiaro segno che l’azienda, ancorché piccola, se digitalizzata, smart e interattiva, si adegua facilmente e soprattutto velocemente anche ad un cambiamento tragico e repentino come questo. Certo, il passaggio in Rai ha aiutato tantissimo – osserva Loison – comunicare è sempre positivo, perché quando c’è riscontro pubblico, questa è un’iniezione di fiducia notevole. E riversare poi tutto questo sui social è servito come effetto domino in termini di ridondanza mediatica”.

 

LA STRATEGIA? RICONVERSIONE E ON-LINE

Alla Loison i forni di produzione non sono attivi e l’organico è ridotto. Chi prima in laboratorio impastava colombe e le decorava con mandorle e granella, ora in magazzino si dedica alle spedizioni, a controllare indirizzi e a chiudere scatoloni con il nastro adesivo. “Ho trasformato i miei pasticceri in piccoli Amazon per il confezionamento e gli invii – commenta sempre assertivo Dario Loison – e grazie ad un accordo sottoscritto con il corriere GLS sto distribuendo in tutta Italia. Tuttavia sono convinto, perché ne ho avuto le prove proprio in questa contingenza, che una cordiale gestione della relazione con il cliente attraverso internet in modo costante e sistematico, sia fondamentale per attrarre vendite. Cosa posso aggiungere? Tanti dolcissimi auguri, perché ne abbiamo davvero proprio bisogno!”.

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