La "nuova" Amilon: riflettori puntati su welfare ed estero

Intervista al ceo dell'azienda, Andrea Verri, per parlare di un comparto che continua a crescere anche grazie a un sistema legislativo (per una volta) che ha incentivato i meccanismi di ricompensa e integrazione al reddito

Marco Scotti
La "nuova" Amilon: riflettori puntati su ewelfare ed estero

Da poco meno di un anno Amilon si è data un volto nuovo. Si tratta dell’azienda che, per prima, ha introdotto in Europa le gift card come premio per i programmi di incentive e di reward, per i cataloghi fedeltà, per i concorsi e per il welfare aziendale. Andrea Verri, ceo dell’azienda, ci spiega la composizione del mercato: «Nel 2018 – ci racconta – abbiamo venduto 100 milioni di gift card, di cui 94 in Italia e 5 a livello internazionale. Un buon risultato, se si pensa che era il primo anno che uscivamo dai nostri confini. Quest’anno chiuderemo con 160 milioni, con una vendita di 4,5 milioni di carte. Il taglio medio è tra i 40 e i 50 euro».

Amilon è presente in 14 Paesi in Europa e, da poco, anche in Messico, Argentina e Brasile, dove c’è una grande domanda di questi prodotti. I premi aziendali pesano circa il 95% del fatturato, i regali il restante 5%. Il welfare aziendale è la voce più significativa all’interno del tema dell’incentive, con un 40% del totale, seguito da incentivi di produzione (25%) e loyalty. Il welfare, in particolare, è in grande crescita perché Amilon, come ricorda Verri, «mette a disposizione oltre 100 tipi di card diverse soltanto in Italia, che consentono di essere impiegate in molti modi diversi, per acquistare molte cose diverse e che sicuramente piacciono o sono utili. A confermare la bontà del progetto c’è anche il tasso di crescita media annua di oltre il 100% negli ultimi 5 esercizi. Questi risultati sono il punto di partenza per consolidare il tasso di crescita nei prossimi 3-5 anni, arrivando ad indossare i panni di una vera e propria azienda globale.

L’azienda ha il merito di aver portato in Italia il concetto di Branded Money, ossia punti fedeltà, gift card e coupon. Secondo Amilon, non manca molto al momento in cui queste valute convergeranno in unico ecosistema e potranno essere utilizzate in modo intercambiabile, garantendo ai clienti maggior potere d’acquisto e alle aziende un nuovo concetto di fidelizzazione. «Quello che facciamo – aggiunge il ceo – è far capire ai brand che hanno un potenziale enorme: lavoriamo sulla consapevolezza che la branded currency è uno strumento infallibile per fidelizzare il cliente».

Da notare che l’intero comparto delle gift card e dell’incentive sta vivendo un periodo di grandissima crescita, complice la presenza sempre più pervasiva della tecnologia: oggi, infatti, la conversione delle gift card avviene in tempo reale, con due “click”. Inoltre, mentre in Italia, grazie alla legge sulla detassazione degli incentivi welfare, c’è stato un autentico boom, in altri Paesi come la Spagna si inizia a parlare di analoghi provvedimenti. E bastano questi “rumour” per far salire immediatamente l’intero comparto.

«Un altro trend che stiamo notando – conclude Verri – è che le gift card vengono impiegate soprattutto in modalità autoconsumo. Abbiamo appena lanciato il Gift Card Club, riservato alle aziende, in cui i dipendenti possono pagare e ritirare le carte a sconto. Si tratta di una convenzione che le aziende mettono a disposizione dei loro dipendenti, quasi come avviene con palestre o altre strutture che hanno accordi con le imprese».

Un’ultima tematica interessante relativa ad Amilon è quella relativa alla partnership con Alitalia. Un rapporto nato ormai anni fa che oggi si sostanzia soprattutto nella card della compagnia aerea, con il sito di e-commerce realizzato dall’azienda di Verri. C’è anche allo studio un progetto di regalo di gruppo che permette di andare sul sito di Alitalia e creare un meccanismo di “quote” in cui ognuno può scegliere l’importo da versare per donare, insieme ad altri, un viaggio.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400