Tanti auguri codice a barre! 45 anni.. in prima linea

È stato inserito tra i 50 oggetti che hanno cambiato l'economia moderna

Marco Scotti
Tanti auguri codice a barre! 45 anni.. in prima linea

Nel 1974 il codice a barre passa per la prima volta dalla cassa di un negozio, con la vendita di una confezione di chewing-gum Wrigley’s gusto juicy fruit avvenuta in un supermercato Marsh situato nella città di Troy, in Ohio. Da lì in poi non si ferma più e viene adottato da sempre più aziende. 

60 milioni di italiani (e miliardi di persone nel mondo) ci hanno a che fare. 365 giorni l’anno. E h24. Eppure, pochi se ne accorgono, benché sia stato inserito tra le 50 cose che hanno fatto l’economia moderna. È il codice a barre GS1, che da 45 anni consente alle aziende di identificare e accompagnare i loro prodotti in tutto il pianeta, permettendone la tracciabilità, condividendone le informazioni e riducendo così errori e problemi lungo tutta la filiera.

Dalle merendine ai libri, dai cosmetici agli smartphone: nella nostra vita quotidiana il codice a barre è una presenza costante e silenziosa. Tranne quando viene “letto” alle casse del supermercato ed emette il suo caratteristico beep: il che accade ben 6 miliardi di volte al giorno in tutto il pianeta.

Il codice a barre è nato “global”: supera tutte le barriere geografiche e culturali, perché viene riconosciuto sempre e ovunque. Oggi il codice a barre è la “lingua del business” più diffusa al mondo: è parlata da oltre un milione di imprese che, grazie a questo piccolo simbolo, dialogano senza bisogno di un traduttore.

Ne ha fatta, dunque, di strada da quando delle linee disegnate sulla sabbia in riva al mare diedero a Bernard Silver e a Norman Joseph Woodland l’intuizione per realizzare un codice per marcare i prodotti, che permettesse il riconoscimento automatico alle casse e velocizzasse code e pagamenti nei supermercati. Era il 1948 e l’intuizione dei due era forse ancora troppo avveniristica per i tempi. Ma con l’invenzione del laser, lo sviluppo della distribuzione moderna e la ripartenza dell’economia mondiale, i tempi maturano. Nel 1973, dopo quattro anni di lavoro e di test, l’associazione statunitense delle principali aziende del settore alimentare adotta il codice a barre GS1 (allora UPC).

A sviluppare e mantenere il codice a barre GS1 e gli altri standard internazionali è GS1, l’organizzazione mondiale neutrale e no profit presente in 114 paesi. In Italia è rappresentata da GS1 Italy, l’unico ente autorizzato a rilasciare il codice a barre, a cui aderiscono 35 mila imprese di produzione e di distribuzione di beni di consumo. Oggi, a 45 anni dalla sua nascita, sembra impossibile immaginare un mondo senza il codice a barre GS1, che ha dato un linguaggio comune al mondo delle imprese, rivoluzionando il modo di gestire le transazioni commerciali e tutti i passaggi operativi e logistici della filiera.

È per questo suo ruolo che il codice a barre compare due volte nel libro “Le 50 cose che hanno fatto l’economia moderna” (pubblicato in Italia da Egea): come una delle 50 invenzioni più rivoluzionarie di tutti i tempi accanto a molti degli oggetti moderni inseriti in questa classifica, dall’iPhone alle lamette, dalla libreria Billy alle pile, dai videogiochi al latte artificiale.

Questo segno grafico, composto da 13 barre verticali (a ciascuna delle quali corrisponde una cifra), è considerato a tutti gli effetti una delle invenzioni più significative, diffuse e popolari della storia dell’economia moderna: ha saputo rivoluzionare prima il commercio, poi altri settori, anche online. Ed è tuttora protagonista della supply chain.

Per maggiori informazioni

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400