Le biciclette, il vino e una villa patrimonio Unesco

Intervista all’Amministratore Delegato della Tenuta di Artimino, Annabella Pascale

Germana Cabrelle
Le biciclette, il vino e una villa patrimonio Unesco

Lo scenario è quello delle ondulate colline sopra Firenze, dove il Granduca Ferdinando I de Medici aveva eretto nel 1596 la sua residenza di campagna in una imponente villa denominata, per l’appunto, “La Ferdinanda”, che dal 2013  è diventata patrimonio Unesco.

Qui si trova la Tenuta di Artimino: su 700 ettari di terreno di cui 80 coltivati a vite e il resto  sono 18500 piante di ulivo, il tutto appartenente dal 1989 alla famiglia Olmo, storico marchio di biciclette che qui produce olio e mezzo milione di bottiglie di vino fra Igt, Doc e Docg.

Amministratore Delegato della Tenuta di Artimino (assieme al cugino Francesco Spotorno Olmo) è Annabella Pascale, classe 1980, una laurea in Comunicazione e Pubblicità con Executive Master al Sole 24 Ore in Direzione d’Impresa, assaggiatrice Onav e Iap, imprenditore agricolo professionale.

Artimino fa parte della holding San Diego che al suo interno raggruppa tutte le aziende di famiglia: la produzione di poliuretano espanso nel bergamasco, il poliestere da imbottiture per le auto in provincia di Pavia e nel centro Italia, gli impianti sciistici a Piani di Bobbio, vicino a Sondrio. E, appunto, il settore turistico con Artimino.

“L’intendimento – spiega Annabella Pascale – era di far entrare tutti i familiari nella gestione delle diverse realtà del Gruppo Olmo. Io mi occupo di Artimino che non è semplicemente un’azienda ma un specie di paese. Noi siamo innamorati di questa terra che dà olio e vino ma la natura richiede di essere seguita. Inoltre qui ci sono una villa patrimonio Unesco, un albergo, un ristorante, una spa. 

Da dove ha cominciato? Qual è la sua formazione e il suo esordio? 

Ho studiato comunicazione e pubblicità allo Iulm di Milano e dopo la laura ho lavorato a Colorado Cafè e Disney Channel dove organizzavo il lavoro della produzione. Poi ho iniziato un percorso di project management e mi sono avvicinata a un’agenzia di eventi per convention e in seguito ho aperto uno spazio tutto mio in zona Tortona, dove attraverso la fotografia che è la mia grande passione, svolgo attività no profit legata ad associazioni di bambini cardiopatici nel mondo. Qui ho creato il progetto “Bafut” a supporto di un ospedale ortopedico in Camerun. Dopodiché, forte del bagaglio di esperiene, mi sono riavvicinata ad Artimino, la Tenuta che mio nonno Giuseppe Olmo – negli anni Trenta ciclista di fama e detentore del record dell’ora – acquistò, affascinato sia dalla bellezza del panorama sia dal potenziale di questa struttura.

Di cosa si occupa ad Artimino? 

Da brava Ariete mi piace il ruolo di coordinatore generale. All’inizio avevamo un amministratore, ma ci siamo accorti che eravamo noi proprietari la strategia e la visione, così ho preso in mano le redini con mio cugino.

Quindi si divide tra Milano e Firenze? 

Sì, e paradossalmente, al contrario di quello che si potrebbe immaginare, quando vengo in Toscana non mi rilasso affatto. Perché nessuno qui mi vede come l’amministratore delegato ma come la proprietaria che risolve tutti i problemi. Ho  cercato di instillare l’imprinting milanese, ma essendo un borgo con una antica storia, dopo una po’ la vita privata diventa un’osmosi di tutto. La mia famiglia e i miei amici sono a Milano e io stessa uso Milano come momento ufficio, dove stabilisco numeri e strategie, svolgo attività di back office che qui non riesco a fare perché in questa realtà hanno la precedenza gli incontri, le riunioni, i pranzi e le cene, le pubbliche relazioni. Mi rendo conto che Milano mi rigenera, è il luogo dove alleno la mia testa imprenditoriale ed entro meno nelle dinamiche personali.

Quanti dipendenti ci sono ad Artimio?

D’inverno 60 persone mentre d’estate diventano quasi il doppio perché  essendo una realtà vitivinicola legata al turismo del vino, servono risorse umane e infatti ci appoggiamo anche ad aziende interinali.

Sono stati fatti investimenti recenti ad Artimino?

Abbiamo investito 3 milioni di euro per il rinnovo delle camere e la costruzione della Spa, il centro benessere dato in gestione all’esterno ad Erato.

Che strategie adottate per incrementare il business?

Ci siamo affidati ad Air B&B per la loro clientela che apprezza la campagna, ricerca il pic-nic nelle colline toscane o esperienze di attività all’aria aperta, che noi offriamo anche al pubblico esterno, in coppia o individuale.

Come famiglia avete nel DNA questa connotazione del ciclismo: pensate al cicloturismo come formula per attrarre clienti?

Il nonno campione, Giuseppe Olmo, sosteneva che bisognava investire principalmente nella cultura e poi nella cultura del mattone, perché sono due elementi che nella vita rimangono.

Per il cicloturismo, al momento collaboriamo con una tappa della Ciclostorica Medicea offrendo ristoro; abbiamo una decina di biciclette muscolari a disposizione dei nostri clienti per giri nelle vicinanze e nel prossimo futuro intendiamo dotarci di bici elettriche a pedalata assistita, che sono diventate il nuovo trend.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

Economy Mag