Sana 2018: il Bio da settore di nicchia a driver di crescita

Al via dal 7 al 10 Settembre a Bologna la 30a edizione del Salone Internazionale del Biologico e Naturale

Elisa Stefanati
Sana 2018: il Bio da settore di nicchia a driver di crescita

L’Italia è il principale paese trasformatore ed esportatore  di un comparto, il Biologico e Naturale,   che ha assunto enorme  rilievo  nello sviluppo del nostro Paese: negli anni si è trasformato da settore di nicchia a driver di crescita e innovazione

E’ iniziato il countdown a Bologna per l’appuntamento con il mondo del Biologico e Naturale per SANA 2018: più di 52.000 metri quadrati di esposizione dedicati all’Alimentazione biologica, alla Cura del corpo naturale e Bio e al Green Lifestyle con un ricco programma di convegni e  Networking tra Aziende e Buyer internazionali.

“Oggi parlare di Bio significa parlare di quotidianità, perché il comparto biologico guida le scelte d’acquisto di un numero crescente di consumatori, sempre più sensibili  ai temi della sostenibilità ambientale e della salute”. Ha esordito così Gianpiero Calzolari presidente di BolognaFiere alla conferenza stampa di presentazione di Sana, Salone del Biologico e del Naturale in programma a Bologna dal 7 al 10 Settembre e che quest’anno festeggerà la  trentesima edizione. “Parlare di biologico- ha proseguito Calzolari- significa parlare di un  modo di produrre e consumare all’insegna della qualità”.   L’Italia è il principale paese trasformatore ed esportatore  di un comparto,  che ha assunto enorme  rilievo  nello sviluppo del nostro Paese: negli anni si è trasformato da settore di nicchia a driver di crescita e innovazione. Se la superficie coltivata in biologico in Italia a fine 2016 era pari al 15%, oggi il dato è molto vicino al 20% ha proseguito  il numero uno di FederBio,  Paolo Carnemolla, con i conseguenti  effetti su territorio e ambiente. Oggi la sfida del comparto – ha sintetizzato senza esitazione  Carnemolla- passa per alcune parole chiave: rigore, controlli e tracciabilità. L’obiettivo oggi più ambizioso da perseguire -affrontando il tema normativo e legislativo- è quello di garantire un Biologico completamente Made in Italy”.

Il mondo agricolo italiano ha visto crescere e consolidare le coltivazioni bio che rappresentano, oggi, una punta di eccellenza della  produzione e un ambito in cui si concentrano ampie opportunità di crescita e di business. Sarà questo il tema al centro del convegno dal titolo. “ 30 anni di Bio: 30 anni di Sana. 30 anni di successi per l’agricoltura del futuro”, organizzato da BolognaFiere e FederBio per una riflessione sulle future strategie di sviluppo di un comparto in costante crescita. Strategie e prospettive per il mercato saranno al centro del dibattito, che prenderà il via dalla profilazione di un comparto che in pochi decenni si è trasformato in una punta di eccellenza della produzione agricola italiana, facendo del rispetto dell’ambiente, della tutela della biodiversità e della qualità del prodotto i propri valori di riferimento.

Sarà il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Alessandra Pesce, a inaugurare venerdì 7 settembre alle 10.00 la 30a edizione di SANA, alla presenza delle autorità locali e dei vertici di BolognaFiere. Le tre anime di sana: alimentazione biologica, cura del corpo naturale e bio e green lifestyle si svilupperanno lungo gli 8 padiglioni, che quest’anno hanno visto crescere la superficie espositiva.

Interessanti sono i numeri del Bio Italiano presentati dall’osservatorio Sana, relativi ai driver del consumatore e alle novità del canale specializzato. Sono  1437 unità raggiunte nel 2017, i negozi specializzati sono il 13% in più rispetto al 2013 e il 111% in più rispetto al 1993 ( Fonte Nomisma con il patrocinio di FederBio e AssoBio). Di questi, il 60% è concentrato nel nord Italia e il 45% ha aperto nell’ultimo decennio. Sul fronte dell’assortimento merceologico, il sondaggio evidenzia come la maggior parte dei punti vendita proponga anche prodotti non-food: in particolare, l’81% espone prodotti naturali e certificati biologici per l’igiene della persona, il 76% offre cosmetici e prodotti erboristici (63%). Anche i prodotti per la cura della casa sono molto ricercati, trovando spazio nel 73% dei negozi. Complessivamente, un punto vendita specializzato offre 2000 referenze, composte per il 79% da prodotti alimentari confezionati, con la macro-categoria pasta, riso, farine, prodotti da forno indicata dal 77% degli esercizi come quella le cui referenze sono aumentate maggiormente negli ultimi 2-3 anni. 

Anche l’analisi delle principali tendenze in atto nel settore cosmetico, il cui fatturato globale nel 2017 è stato prossimo agli 11 miliardi di euro, evidenzia una crescente sensibilità del consumatore verso il mondo green – ha dichiarato il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti – Si tratta di un fenomeno non trascurabile dal momento che secondo le nostre rilevazioni i prodotti a connotazione naturale valgono 1 miliardo di euro e sono distribuiti non solo nei canali legati tradizionalmente a questo trend ma, seppur con differenti valori, nei diversi canali, dall’estetica all’acconciatura, passando per grande distribuzione, monomarca, farmacia e profumeria».

Significativa anche  la rappresentanza internazionale a Sana. Oltre alle migliaia di operatori accreditati anche  buyer internazionali in arrivo da 30 Paesi. L’ampia presenza di delegazioni straniere nasce dalla consolidata collaborazione con ITA - Italian Trade Agency nell’ambito dell’International Buyer Program, il progetto di promozione, a invito, volto a favorire l’incontro tra le aziende espositrici di SANA e selezionati buyer provenienti da tutto il mondo, attraverso l’articolazione di un calendario di incontri b2b su misura all’interno di un’area con servizi dedicati.

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