GDO, la disfida del bollino blu

Federico Unnia
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L'introduzione di un'etichetta che consenta di classificare i prodotti sulla base del loro apporto nutritivo. Ma l'iniziativa non piace a tutti

Una catena di supermercati decide di segnalare numerosi suoi prodotti, ed alcuni di marche terze, posizionati a scaffale, con un bollino blu. Una guida per i consumatori affinché conoscano e scelgano prodotti di qualità, utili al loro stato di forma e benessere. In un momento storico di semafori e fake news, l’iniziativa cade in un periodo, quello natalizio, dove peccati di gola e rimorsi salutistici confliggono.

«Il progetto è recentissimo, e i primi riscontri sembrano positivi. “La Vita in Blu”, del resto, è un programma internazionale di Auchan Retail nato proprio dall’ascolto delle esigenze del consumatore e sviluppato in collaborazione con la comunità medico-scientifica in Italia e negli altri 11 paesi del gruppo. Il programma nel suo insieme comprende attività di informazione e sensibilizzazione rivolte dapprima ai collaboratori e anche ai clienti dei punti vendita Auchan. La Selezione Blu è solo una parte di un progetto più ampio che ha l’obiettivo di informare i consumatori, con consigli su stili di vita e alimentazione. Si tratta di un vero e proprio impegno del gruppo che s’inscrive nella ferma volontà del gruppo di essere “militanti” del buono, del sano e del locale» spiega Carlo Delmenico Direttore programma La Vita in Blu di Auchan.

L’iniziativa interessa circa 300 prodotti selezionati di cui al momento solo 1/5 di Auchan, gli altri  sono prodotti di marca. Una trovata  che, si diceva, ha subito acceso polemiche e puntualizzazioni. «L’iniziativa di Auchan rivela un’elevata discrezionalità - commenta Luigi Bordoni, Presidente di Centromarca - Le informazioni fornite al consumatore non consentono di identificare con chiarezza quali sono i criteri per l’assegnazione dell’evidenziazione a scaffale. Ne risulta una comunicazione incompleta e fuorviante, che confonde e può determinare una distorsione della concorrenza. Quindi non in linea con le prescrizioni del Codice del Consumo, in cui è stabilito che le informazioni devono essere espresse in modo chiaro e comprensibile, tali da assicurare la consapevolezza del consumatore. Per questo abbiamo incontrato i rappresentanti di Auchan ed esposto le evidenze delle nostre analisi».

Tra segnalazioni all’Antitrust (competente sia per profili di concorrenza sleale sia di comunicazione pubblicitaria non corretta) il dibattito è acceso. «La nostra priorità al momento è quella di dialogare con l’industria di marca e le associazioni di categoria per poter offrire una comprensione completa del progetto, delle sue logiche di trasparenza, servizio al consumatore, stimolo all’innovazione» aggiunge Delmenico. Ma cosa hanno di diverso i prodotti con bollino blu rispetto ad altri sempre Auchan e di altre marche?

La Selezione Blu- per inciso -  è un aiuto per comprendere, all’interno di ciascuna categoria di prodotti (es. biscotti per la colazione, yogurt magri ecc.), il prodotto che non contiene olio di palma o palmisto, grassi idrogenati, coloranti azoici, glutammati, OGM o ha un profilo nutrizionale più vicino alle indicazioni scientifico-istituzionali relative alla corretta alimentazione, in particolare per alcuni nutrienti il cui consumo è da moderare: zuccheri, grassi saturi e sale.

«L’algoritmo di valutazione nutrizionale ripreso da Auchan è pubblicato su prestigiose riviste scientifiche (Public Health Nutrition e American Journal of Clinical Nutrition). L’intero processo di selezione si svolge in assoluta trasparenza verso il fornitore e il consumatore, poiché tutte le informazioni considerate per la selezione sono solo ed esclusivamente quelle riportate obbligatoriamente sulla confezione di ciascun prodotto. La selezione sarà aggiornata almeno ogni 6 mesi, per poter seguire l'evoluzione dell'offerta di prodotto. "Prodotti Blu" non significa esclusione e non contribuisce in alcun modo alla definizione di prodotti ‘buoni’ o ‘cattivi’» chiosa Delmenico.

«La questione appare delicata - attacca Massimo Tavella, tra i massimi esperti di diritto della pubblicità a capo di Tavella – Studio di avvocati - Prescindendo dagli aspetti concorrenziali, che potrebbero tuttavia non essere secondari, la censurabilità o meno dell’iniziativa potrebbe dipendere dalla decodifica che della stessa potrebbe fare il destinatario: tale decodifica può variare in funzione del complessivo contesto in cui l'iniziativa è inserita. I consumatori, soprattutto i più  deboli, potrebbero infatti non comprendere l’esatta portata della proposta. In tali ipotesi eventuali modalità ambigue di comunicazione  potrebbero pregiudicare le sue scelte di acquisto».

Per converso, ci si potrebbe anche attendere che il pubblico destinatario abbia una qualche dimestichezza con siffatte enfasi pubblicitarie. «Infatti è abbastanza generalizzata la tendenza delle catene di distribuzione ad adottare modalità pubblicitarie idonee a richiamare l’attenzione del pubblico su particolari prodotti piuttosto che altri, benché finora tali modalità non si erano ancora concentrati  su aspetti delicati come i vanti a sfondo salutistico. In questo quadro, qualora l’iniziativa pervenga all’attenzione delle autorità competenti, possiamo aspettarci una valutazione centrata sulla correttezza in generale della iniziativa, nonché sulla completezza e sulla esaustività  delle informazioni fornite, ricordando sempre che l'ingannevolezza si può annidare non solo in una informazione non puntuale ma anche su eventuali  omissioni» conclude Tavella.

Tornando ai prodotti bollati, questi sono prodotti anche in Italia da fornitori di Auchan? «Così come la maggior parte dei prodotti che distribuiamo, i prodotti Blu sono nella quasi totalità prodotti in Italia. La provenienza non costituisce tuttavia elemento di analisi, non essendo una discriminante nell’ambito di applicazione del progetto, che si basa invece sulla qualità ingredientistica e nutrizionale» spiega Delmenico.

C'è la possibilità che nello stesso punto vendita vi siano gli stessi prodotti di terzi marchiati Auchan con bollino blu ed altri senza?  «No, a parità di caratteristiche non si privilegia il prodotto a marchio. In caso di prodotti ‘meritevoli’ caratterizzati dalla stessa lista ingredienti e dalla medesima dichiarazione nutrizionale, il nostro modello di valutazione al momento prevede un’ulteriore fase di valutazione: una fase che premia il prodotto che aggiunge ai requisiti minimi obbligatori per l’etichettatura una comunicazione volontaria pertinente, come la presenza di indicazioni nutrizionali e salutistiche e l’indicazione della dichiarazione nutrizionale per porzione» conclude Delmenico.

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