New York mette un freno a Uber

La Grande Mela diventa la prima città USA a imporre un limite ai servizi di trasporto privato

Marco Scotti
uber

La città di New York è la prima negli Stati Uniti a porre un freno a Uber e agli altri servizi di trasporto privato. Per i prossimi 12 mesi, quindi, la Grande Mela non concederà nuove licenze, di fatto imponendo un tetto massimo al numero di persone che possono svolgere questo lavoro. Si tratta del primo, grande schiaffo alla cosiddetta sharing economy, che per anni ha prosperato distruggendo i mercati di riferimento. Chi aveva acquistato - a caro prezzo - la licenza di un taxi si trovava improvvisamente a contrastare un'onda anomala di concorrenti che non avevano sostenuto analoghi costi. Per i primi anni la risposta è sempre stata "E' la new economy, bellezza". Ma poi la questione si è fatta più seria: è giusto che le nuove frontiere di internet fungano esclusivamente da elemento disruptive, radendo al suolo interi settori e dando vita a nuove regole che fanno esclusivamente leva sul prezzo?

I casi di persone che hanno avuto problemi con autisti privati che hanno cercato di rapinare e persino molestare passeggeri si sono moltiplicate. D'altronde, senza la possibilità di un adeguato riconoscimento, come si può garantire la sicurezza di chi usa questo servizio? Ora New York, che ha lasciato il posto a città più "avanti" d'America ma che continua a essere il cuore pulsante dell'economia statunitense ha deciso di dire basta. Scommettiamo che non sarà l'unica?

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