Lo smartphone sempre più al centro della digital transformation

Le nuove tecnologie devono essere pronte a integrarsi con le necessità di connessione di 7 miliardi di persone

Vincenzo Petraglia
Lo smartphone sempre più al centro ella digital transformation

Capacità di analisi dei dati nel mare magnum di informazioni in cui viviamo e rapidità nel prendere le decisioni giuste partendo proprio dall'elaborazione di questi dati è quantomai strategico per il successo competitivo di un'azienda, a maggior ragione perché nell’era digitale, grazie ai dispositivi di ultima generazione, utenti sempre connessi e attivi sui social hanno libero accesso a dati e informazioni in ogni momento e in qualunque luogo. Dunque oggi più che mai ambiti quali big data, intelligenza artificiale, machine learning, mobile e social media e la loro integrazione rivestono un ruolo strategico sul mercato.

Un'integrazione che sempre più converge, e sempre più lo farà in futuro, verso uno strumento, lo smartphone, se è vero com'è vero che già ora la metà della popolazione mondiale lo usa per navigare in Internet, nei prossimi 5 anni ci saranno 7,9 miliardi di smartphone (contro gli attuali 4,3) e quasi 3 miliardi di persone usano i social media da mobile.

Ecco perché ogni azienda che vorrà continuare il suo business non potrà prescindere da questo dato di fatto. Ed ecco perché proprio a questi temi, a quanto già bolle in pentola e agli scenari futuri, è stato dedicato il 20 giugno, presso l’aula magna dell’università Bocconi di Milano, il “Digital Convergence Day”, il primo grande evento europeo dedicato alla convergenza tra Social, IA e Mobile, organizzato da The Digital Box, società leader nel mercato del digital e mobile marketing.

«Oggi – ha sottolineato Marco Landi, presidente di The Digital Box ed ex presidente mondiale di Apple – le nuove tecnologie creano esperienze di contatto digitali di cui non si può prescindere nello sviluppare il proprio business, pertanto più si diventerà padroni dei nuovi strumenti digitali più si accumulerà un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza». Numerosi i keynote speaker di altissimo livello che hanno preso parte all'evento, fra i massimi esperti mondiali di marketing e innovazione digitale: da Microsoft a Google, da Facebook a Fbk e CA Technologies.

Fra tutti, Guy Kawasaki, attuale chief evangelist di Canva e in passato braccio destro di Steve Jobs e co-artefice del successo del brand Apple nel mondo, che col suo solito carisma ha svelato all'uditorio la sua ricetta per essere vincenti. «Il fenomeno della convergenza digitale – ha detto il guru americano – sarà sempre più incisivo per il business nel prossimo futuro ed ecco perché è fondamentale per le aziende saper cogliere in tempo questa grande opportunità. L'importante è avere una visione, porsi domande semplici e mai troppo complesse e osare, anche quando tutti ti dicono che ciò che proponi sarà un flop. Bisogna sempre credere in qualcosa per riuscire a vederla, così è stato per Apple e lo stesso vale per la convergenza digitale».

Ciascuno di noi oggi ha una quantità di dati disponibili impensabile in passato. La difficoltà è estrarne informazioni utili alla nostra vita e al nostro business. Ecco perché, ha sottolineato Fabio Fregi, Italy country manager Google Cloud, «la chiave del successo per ciascuna organizzazione è quella di diventare una data company, capace cioè di interpretare nel giusto modo la quantità immane di dati disponibili per pervenire a decisioni consapevoli ed efficaci. E questo è legato soprattutto al machine learning, la vera grande sfida del futuro». Ciò avverrà quanto più l'IA diventerà democratica, mission dichiarata di Microsoft per i prossimi anni, secondo quanto sottolineato da Barbara Cominelli, marketing & operations director Italy del colosso americano. «Oggi – ha detto – il computing è ovunque, le interfacce, visive o vocali, sono sempre più umane e l'IA è il fulcro della digital transformation, ecco perchè vogliamo renderla accessibile a tutti, perché oltre a migliorare le performance aziendali – è noto accresca la produttività e il Pil – potrà fare molto anche in termini di qualità della vita di ognuno, sotto il profilo della salute per esempio, o anche dell'inclusione e della sostenibilità».

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