La memoria corta di Wikipedia sul copyright

L'enciclopedia libera si straccia le vesti ma dimentica quanto la tutela della proprietà intellettuale sia un argine contro l'internet più deteriore

Marco Scotti
La memoria corta di Wikipedia sul copyright

«Cara lettrice, caro lettore. Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l'approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet». Inizia così il comunicato stampa che è oggi l’unica pagina visibile di Wikipedia indipendentemente dal lemma che si voglia consultare. Un grido d’allarme o una guasconata? Di primi acchito, ovviamente, viene da schierarsi con Wikipedia: internet dev’essere libero e non controllato. D’altronde, è nato per questo no?

Poi però uno si ferma un attimo a pensare ed effettivamente qualcosa non quadra. La libertà di internet significa averlo reso quella palude Stigia in cui chiunque può dire la sua e in cui proliferano e allignano bufale che viaggiano alla velocità della luce? Una stretta sul copyright significa che, ad esempio, un fotografo potrà ricevere i giusti diritti che merita per la proprietà intellettuale del proprio lavoro? L’esempio non è casuale: qualche tempo fa si verificò una surreale polemica tra Wikipedia e, appunto, un fotografo che aveva realizzato uno scatto celeberrimo: il selfie di un macaco. Ed è proprio qui il busillis: il fotografo, dopo aver visto pubblicato lo scatto sull’enciclopedia “libera” (a volte anche dalla conoscenza…) aveva – giustamente – battuto cassa. Peccato che da Wikipedia sia arrivata una risposta agghiacciante: è vero che la macchina fotografica è la tua, ma lo scatto l’ha fatto il macaco, non tu. Quindi nulla ti è dovuto. Anzi, se riesci a metterti in contatto con il primate, fagli sapere che potrebbe perfino esserci qualche royalty per lui.

Di fronte a una così gretta e ottusa visione della proprietà intellettuale, per cui tutto dev’essere a disposizione di tutti, gratuitamente, e che tutti possono e devono contribuire alla realizzazione di un sapere universale, viene da dire che magari mettere un paletto a quello che è la rete dopo vent’anni dalla sua diffusione massiccia può diventare un tema particolarmente importante.

Walter Benjamin, oltre 80 anni fa, scrisse “L’opera d’arte all’epoca della sua riproducibilità tecnica”, in cui sostanzialmente criticava la possibilità di parlare ancora di pezzi unici essendo stati messi a punto sistemi che permettevano di realizzare infinite copie, soprattutto tramite la fotografia. Oggi la possibilità di replica è aumentata a dismisura, tanto che diventa difficile stabilire chi sia l’autore di uno scatto o di un’affermazione. Tutti possono impossessarsi e replicare qualsiasi cosa, senza apparente possibilità di dimostrare chi sia l’autore primigenio. E quindi ben venga qualche limitazione sul tema.

Fa poi ulteriormente sorridere pensare che sia stata proprio Wikipedia a chiedere di allentare le maglie della legislazione europea sul copyright, quando proprio a causa dell’impossibilità di esigere qualsivoglia royalty, da anni chiede denaro contante ai propri utenti per poter sopravvivere. Questa web economy che si regge soltanto sul mecenatismo del pubblico può funzionare ed essere sostenibile? Ovviamente no, e stupisce che Wikipedia non se ne accorga.

Forse, più che spirito risorgimentale in difesa della libertà, si dovrebbe parlare di paura, sentimento meno nobile ma anche più comprensibile. Se tutte le fonti che attingono a man bassa a destra e sinistra da qualsivoglia testo improvvisamente si trovassero vincolate a un più rigido rispetto del copyright, la già bassa qualità dei lemmi sarebbe ulteriormente abbattuta. Anche perché, fatte salve poche voci “intoccabili” (in Italia, ad esempio, Silvio Berlusconi) chiunque può modificare i lemmi inserendo informazioni fallaci che difficilmente vengono controllate. E chi scrive ha provato a farlo più e più volte, solo per dimostrare come un’enciclopedia, prima che libera deve essere affidabile. Vero, Wikipedia?

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