E se Colao planasse su Tim?

Redazione Web
E se Colao planasse su Tim?

Vittorio Colao lascia Vodafone dove aveva fatto molto bene. L’addio alla seconda compagnia di telecomunicazioni del mondo arriva dopo dieci anni a Londra di cui otto passati sul ponte di comando come amministratore delegato. Oneri e onori, perché a fronte di circa 9 milioni di pound all’anno, ha saputo raddoppiare il numero di clienti mondiali e cedere il colosso Verizon per 130 miliardi di dollari. Ha avviato la fusione, in India, con Idea Cellular creando un colosso che controllerà il 41% del fatturato di settore grazie a 400 milioni di nuovi clienti. Anche gli azionisti lo rimpiangeranno: in dieci anni il titolo ha aumentato il suo valore dell’80% e sono stati pagati dividendi per complessivi 121 miliardi tra ordinari, straordinari e buyback.

Ora Colao potrebbe godersi la meritata pensione. Se non ci fosse un possibile approdo che rappresenterebbe la sfida definitiva: Telecom Italia. Amos Genish, attuale ad del gruppo, non sembra esattamente saldo al suo posto, pur essendo “sopravvissuto” al cambio di cda dopo la vittoria del Fondo Elliott. Ora, immaginiamo per un attimo che l’ormai ex amministratore delegato di Vodafone decida di entrare in TIM. Avrebbe le spalle larghe abbastanza per reggere l’urto e le tensioni. Basta ricordare la sua parentesi biennale in RCS Mediagroup, quando preferì le dimissioni all’accettazione acritica dell’acquisizione di Recoletos. Un’operazione che avrebbe poi messo in ginocchio l’editore del Corriere della Sera e a cui Colao si era opposto fin da subito con fermezza.

TIM ha le potenzialità per tornare a ricoprire un ruolo preminente in Italia e in Europa, forte anche della sua posizione di grande rilievo in Sudamerica, purché si riesca ad avviare un serio piano di investimenti che punti su driver differenti: cooperazione con Open Fiber per la realizzazione dell’infrastruttura per il 5G; aumento delle zone italiane raggiunte dalla fibra; incremento dell’offerta on demand per la clientela fissa creando integrazione tra banda e contenuti. Ora la palla passa a Colao: avrà la voglia di raccogliere questa sfida? Noi, sommessamente, speriamo di sì.

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